Le autorità italiane hanno intrapreso un’azione contro le operazioni di gioco d’azzardo illegale in Sicilia dopo aver scoperto due centri di raccolta scommesse non autorizzati nel corso di un’ispezione coordinata in tutta la provincia di Agrigento. L’operazione ha portato all’applicazione di sanzioni amministrative per un valore complessivo superiore a €20.000 ($22.796), al sequestro di apparecchiature da gioco e a una denuncia penale collegata a una delle attività commerciali oggetto dell’indagine.
Le ispezioni rientravano in un’operazione congiunta che ha coinvolto l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e la Guardia di Finanza (GdF). Le autorità hanno effettuato controlli presso 14 punti scommesse e sale giochi situati ad Agrigento, Favara, Raffadali, Palma di Montechiaro, Campobello di Licata, Ribera e nelle Isole Pelagie.
Gli ispettori scoprono attività di scommesse non autorizzate
Nel corso delle ispezioni, le autorità hanno individuato due attività che operavano come centri di raccolta scommesse non autorizzati.
Uno dei locali, situato a Porto Empedocle, ospitava due terminali informatici non collegati alla rete nazionale di raccolta del gioco. Gli investigatori hanno inoltre accertato che i dispositivi erano privi dei codici identificativi richiesti dalla normativa italiana sul gioco.
Secondo quanto riferito dalle autorità, la mancata connessione al sistema nazionale consentiva ai terminali di eludere i contatori obbligatori utilizzati per registrare le scommesse e l’attività di gioco. Di conseguenza, le apparecchiature avrebbero potuto evitare il pagamento del Prelievo Erariale Unico (PREU), calcolato sulla base del volume di gioco registrato dalle macchine.
Le autorità hanno sequestrato i terminali nell’ambito dell’indagine. Il titolare dell’attività di Porto Empedocle è stato inoltre segnalato alla Procura della Repubblica di Agrigento con l’accusa di aver gestito attività di raccolta scommesse illegali.
Le proposte fiscali alimentano il dibattito sulla politica del gioco
L’operazione di contrasto arriva in un momento in cui l’Italia sta anche valutando modifiche alla tassazione del gioco.
All’inizio di questo mese, un disegno di legge presentato al Senato italiano ha proposto l’introduzione di un nuovo prelievo del 2% su ogni scommessa sul calcio effettuata nel Paese. La proposta mira a creare una fonte di finanziamento dedicata al sistema calcistico italiano.
Se approvata, la tassa si applicherebbe alle scommesse sul calcio effettuate sia online sia presso i punti scommesse fisici. Riguarderebbe le partite organizzate dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio insieme alle competizioni professionistiche e dilettantistiche affiliate. Secondo la proposta, il prelievo ammonterebbe al 2% dell’importo puntato su ogni scommessa calcistica idonea.
Le preoccupazioni del settore per i ritardi nella riforma del gioco
Le più recenti misure di contrasto arrivano inoltre mentre il settore italiano del gioco regolamentato continua a vivere un periodo di incertezza a causa delle riforme attese da tempo.
Nel corso di un’audizione al Senato tenutasi il mese scorso, EGP-FIPE, che rappresenta gli operatori del gioco all’interno della Federazione Italiana Pubblici Esercizi aderente a Confcommercio, ha sostenuto che le ripetute proroghe delle concessioni nazionali per il gioco hanno rallentato i progressi dell’intero mercato legale.
L’organizzazione ha affermato che l’assenza di un piano nazionale di riforma più ampio ha di fatto lasciato il settore in una situazione di stallo. Ha inoltre avvertito che tale situazione ha inciso sulla pianificazione delle reti e ha ridotto l’efficacia delle misure di tutela volte a contrastare il gioco problematico.
Gran parte del dibattito si è concentrata sulle sale da gioco terrestri. Il presidente di EGP-FIPE, Emmanuele Cangianelli, ha dichiarato: “L’evidenza è che dove l’offerta fisica viene rigidamente limitata, il problema non si riduce, ma si sposta. Il gioco migra online o verso il mercato sommerso, dove i controlli sono inesistenti. Questo rende gli strumenti territoriali poco efficaci rispetto all’obiettivo dichiarato e introduce pesanti distorsioni in termini di legalità e sostenibilità della rete autorizzata.”
L’indagine resta aperta
I funzionari dell’ADM e della Guardia di Finanza hanno dichiarato che l’indagine non è ancora conclusa e che le attività di controllo proseguiranno. Tra le priorità indicate figurano la tutela dei consumatori, in particolare dei minori e delle altre categorie vulnerabili, nonché il contrasto al coinvolgimento della criminalità nel settore del gioco.
Le autorità hanno inoltre ribadito che tutte le persone segnalate nell’ambito dell’indagine beneficiano della presunzione di innocenza fino a quando eventuali accuse non saranno esaminate e decise dall’autorità giudiziaria competente.
Fonte:
Italian authorities shut down illegal betting centres, imposing fines over €20,000, igamingbusiness.com, 27 luglio 2026.