L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha inviato un richiamo formale ai concessionari del gioco a distanza sulle modalità con cui possono presentare bonus, premi e ricompense ai clienti. Il chiarimento è arrivato dopo le richieste degli operatori autorizzati e le segnalazioni presentate dalle associazioni dei consumatori in merito ad alcune pratiche promozionali.
L’Agenzia ha confermato che gli operatori possono continuare a offrire bonus conformi alle norme. Le comunicazioni rivolte al pubblico devono tuttavia mantenere un tono neutrale e puramente informativo. I messaggi che incoraggiano la partecipazione, attribuiscono particolare enfasi commerciale all’offerta o incentivano direttamente il gioco possono rientrare nel divieto pubblicitario introdotto in Italia dal Decreto Dignità nel 2019.
L’ADM definisce i limiti della comunicazione sui bonus
Le nuove indicazioni si concentrano sulla distinzione normativa tra un bonus consentito e il modo in cui l’operatore lo comunica. I concessionari possono informare i clienti dell’esistenza di un bonus e illustrarne il funzionamento. Possono inoltre pubblicarne le condizioni e i limiti di utilizzo, purché la comunicazione mantenga una finalità informativa.
Le linee guida stabiliscono che gli operatori possono comunicare la “existence and mechanics of bonuses in a purely informational manner|”. Restano invece vietati i contenuti che spingono i consumatori a giocare o che creano una “promotional emphasis”, in base alle norme pubblicitarie applicate dall’autorità per le comunicazioni.
Anche il rispetto delle regole tecniche rientra negli obblighi previsti. I bonus devono appartenere alle categorie ammesse e seguire le procedure stabilite per la loro gestione. Gli operatori devono registrarli correttamente e applicare il trattamento previsto sotto il profilo dei pagamenti, della fiscalità e della contabilità. Le norme sui bonus per le scommesse a quota fissa definiscono inoltre le modalità con cui i concessionari devono comunicare tali offerte al totalizzatore nazionale.
Queste disposizioni impongono ai concessionari due distinti livelli di controllo. Ogni bonus deve rispettare il quadro tecnico applicabile. Gli operatori devono inoltre verificare con attenzione il linguaggio e la presentazione utilizzati sui siti, nelle pagine informative e nelle comunicazioni rivolte agli utenti.
Le licenze con dominio unico rafforzano i controlli
Il richiamo arriva durante il primo anno del nuovo sistema italiano per il gioco a distanza. Il Paese ha avviato il nuovo regime nel novembre 2025, assegnando 52 licenze attive. Ogni concessionario deve svolgere la propria attività attraverso un solo dominio principale.
L’obbligo del dominio unico ha eliminato la precedente possibilità per le società autorizzate di gestire siti skin. La misura offre inoltre alle autorità una visione più concentrata dei contenuti destinati ai consumatori, comprese le spiegazioni relative ai prodotti e alle condizioni dei bonus. I regolatori possono quindi esaminare le comunicazioni rivolte ai clienti all’interno di un unico ambiente digitale autorizzato.
L’Agenzia ha precisato che il chiarimento non modifica la politica vigente. I concessionari devono rispettare le attuali indicazioni e gli eventuali provvedimenti futuri adottati dall’autorità per le comunicazioni. L’ADM ha inoltre sottolineato di non avere il potere di reinterpretare o modificare tali decisioni, poiché la competenza sull’applicazione delle restrizioni pubblicitarie resta in capo all’AGCOM.
Il confronto normativo con gli operatori prosegue anche su altri aspetti del gioco a distanza. L’Agenzia ha programmato per il 3 luglio una videoconferenza dedicata alla bozza di regolamento sul betting exchange, definito come una forma di scommessa a quota fissa basata sull’interazione diretta tra i giocatori.
La revisione del divieto pubblicitario resta aperta
Il futuro del Decreto Dignità continua a essere oggetto di discussione politica. Nel dicembre 2025, il direttore generale Roberto Alesse ha sostenuto che il legislatore dovrebbe rivedere le restrizioni per consentire agli operatori autorizzati di comunicare con i consumatori attraverso canali regolamentati. Secondo Alesse, la ridotta visibilità dei marchi legali potrebbe aver lasciato maggiore spazio agli operatori illegali.
L’autorità per le comunicazioni ha avviato a maggio una revisione delle regole sulla pubblicità e sul marketing del gioco. Il procedimento ha riconosciuto la presenza di incertezze sulla linea di confine tra comunicazioni “informational” e “promotional”. Il governo dovrebbe affrontare nuovamente il quadro pubblicitario dopo il completamento della riorganizzazione del gioco terrestre, prevista entro la fine del 2026.
Le modifiche previste per il settore terrestre dovrebbero sostituire l’attuale frammentazione normativa con un sistema più uniforme. Tra gli ambiti interessati figurano le regole sugli orari di apertura delle sale e le distanze minime. I ministri hanno indicato che la revisione del Decreto Dignità farà parte della fase conclusiva della riforma complessiva del gioco. Al momento non è stata presentata alcuna proposta legislativa per abrogare o modificare il decreto.
In una separata attività di contrasto, l’ADM ha ordinato ai fornitori di servizi internet di bloccare altri 293 domini di gioco non autorizzati. Il nuovo elenco comprende nuovamente Polymarket.com, nonostante una precedente decisione favorevole alla piattaforma emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale. Le autorità sostengono che il mercato di previsione non disponga delle licenze necessarie per operare in Italia.
L’ordine di blocco si basa sull’articolo 102 del Decreto-Legge n. 104/2020 e concede ai provider tempo fino al 27 luglio 2026 per impedire l’accesso. L’ADM ha inoltre disposto il ripristino dell’accesso a gamblizard.com, un dominio inserito in precedenza nella lista dei siti bloccati.
Fonte:
Italian gambling regulator stands by bonus and content rules, sbcnews.co.uk, 29 giugno 2026