
Le autorità hanno ora spostato l’attenzione sulle sedi fisiche di gioco, con l’obiettivo di introdurre regole coerenti su tutto il territorio nazionale e affrontare le differenze normative esistenti tra le regioni. Il decreto è attualmente in fase di revisione da parte della Conferenza Unificata, che rappresenta le 20 regioni italiane e oltre 100 comuni, mentre si definiscono gli ultimi dettagli prima della pubblicazione.
Un quadro unificato punta a limitare le sedi di gioco
Il decreto imminente introduce controlli più rigorosi su come e dove le sedi di gioco possono operare. Tra le misure principali figurano limiti più stringenti sugli orari di apertura e requisiti rafforzati sulle distanze minime tra le strutture di gioco e i cosiddetti siti sensibili, come scuole, ospedali e istituzioni pubbliche.
Gli operatori autorizzati dovranno inoltre rispettare standard di certificazione che consentiranno loro di aprire sedi a una distanza minima di 100 metri da tali luoghi. Questo approccio mira a creare una base normativa nazionale coerente, mantenendo allo stesso tempo un ruolo di supervisione a livello locale.
Parallelamente, le autorità intendono rafforzare i meccanismi di controllo. Verrà istituito un comitato permanente per monitorare l’andamento del gioco problematico, mentre la supervisione antiriciclaggio sarà ampliata sotto la guida dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM). Ulteriori sviluppi includono un processo di consultazione avviato dall’autorità per le comunicazioni su come i messaggi di gioco responsabile dovrebbero essere presentati al pubblico.
Nuovo modello di concessioni per il mercato retail
La riforma introduce una struttura aggiornata per le concessioni del gioco terrestre in diversi segmenti. Per gli apparecchi da gioco, gli operatori dovranno presentare offerte di partenza pari a €25 milioni per pacchetti che comprendono 4.000 Amusement with Prizes e 900 Video Lottery Terminal.
Le licenze per le scommesse retail saranno rilasciate in blocchi da 25, ciascuna con un prezzo di €60.000, con una base d’asta fissata a €1,5 milioni. Anche le sale bingo rientrano nel nuovo quadro, con concessioni a partire da €350.000 per struttura e un totale di circa 210 sedi.
Questi cambiamenti arrivano mentre il settore affronta una crescente pressione finanziaria. Le entrate fiscali derivanti dagli apparecchi da gioco sono diminuite di €250 milioni nel 2025, alimentando preoccupazioni tra i decisori politici sulla sostenibilità del sistema attuale. I ritardi nell’attuazione delle riforme sono stati inoltre collegati all’espansione del mercato non autorizzato, stimato tra €30 miliardi e €35 miliardi considerando sia i canali retail che online.
Ripartizione regionale e pressione politica
Un elemento centrale della riforma è l’introduzione di un meccanismo di condivisione delle entrate volto ad aumentare la partecipazione delle autorità locali ai proventi del gioco. In base alle disposizioni legate alla Legge di Bilancio 2026, €80 milioni saranno distribuiti tra le autorità regionali. L’assegnazione segue le negoziazioni tra istituzioni nazionali e locali, che in precedenza avevano rallentato l’avanzamento del decreto.
La tempistica della riforma assume un’importanza particolare. Le autorità mirano a completare il processo prima della scadenza della legge delega fiscale fissata al 29 agosto. Rispettare questa scadenza permetterebbe all’Italia di porre fine alle proroghe ripetute delle concessioni esistenti per apparecchi da gioco, scommesse e bingo, tutte attualmente in scadenza il 31 dicembre.
Il governo continua a considerare prioritaria la riforma nonostante le recenti difficoltà politiche, tra cui la sconfitta in un referendum sulla riforma del sistema giudiziario. Il quadro normativo del gioco rimane un obiettivo centrale, con le autorità impegnate a rafforzare le tutele della salute pubblica, sostenere gli operatori autorizzati e stabilizzare le entrate fiscali.
Il mercato del gioco in Italia ha mostrato andamenti divergenti negli ultimi anni. Il segmento online ha registrato una crescita significativa, con puntate totali pari a €77,85 miliardi e una spesa dei giocatori di €3,3 miliardi. Il mercato legale complessivo ha raggiunto €157,4 miliardi nel 2024, segnando un aumento del 42 percento rispetto al 2019. I segmenti terrestri, invece, hanno continuato a mostrare segnali di contrazione, rafforzando la necessità di interventi normativi.
Il decreto previsto rappresenta un passaggio decisivo per ridefinire la struttura dell’industria del gioco in Italia. La sua approvazione finale determinerà se il paese riuscirà ad allineare le priorità nazionali e regionali affrontando al contempo le preoccupazioni legate alle attività illegali e al calo delle entrate del gioco terrestre.
Fonte:
Italy sets 10 April to settle retail gambling reform decree, sbcnews.co.uk, 30 marzo 2026
