PokerStars Esce da Cina, Macao e Taiwan

È stato riferito che l’operatore di poker online di proprietà di Flutter Entertainment, PokerStars, non accetta più giocatori da Cina, Macao e Taiwan, dato che la sua società madre sta cercando di uscire dai mercati neri.

Il poker online e altre forme di gioco d’azzardo online sono vietati in tutti e tre i territori suddetti, ma come molti operatori che servono clienti dagli stessi, PokerStars ha trovato il modo di aggirare le norme locali.

Pare che adesso abbia preso una nuova direzione sotto il suo nuovo titolare. Il proprietario di PokerStars, The Stars Group, di recente ha concluso una fusione multimiliardaria con il gigante di gioco d’azzardo online irlandese Flutter Entertainment. Il gruppo combinato ha mantenuto il nome Flutter.

Questo lunedì, un utente su un forum di poker online Two Plus Two ha postato una schermata di un messaggio e-mail inviato dall’assistenza di Stars, che diceva che PokerStars sarebbe uscito da Cina, Taiwan e Macao per il primo settembre.

Il messaggio legge ancora che PokerStars ha fatto alcuni cambiamenti nelle sue politiche di prelievo in quelle giurisdizioni, per facilitare i prelievi ai giocatori. L’operatore di poker online ha dichiarato di aver abbassato l’ammontare minimo di bonifico a $50 per Cina, Taiwan e Macao.

In più, PokerStars ha abilitato MuchBetter come operazione di prelievo senza un deposito anticipato per Cina e Macao, e Skrill e NETELLER per Taiwan.

La notizia dell’uscita di PokerStars da Cina, Taiwan e Macao emerge subito dopo che l’operatore è uscito da Cipro, che è stato un altro grande mercato per l’operatore.

Flutter Chiude con i Mercati Neri

PokerStars ha annunciato la sua dipartita dalla Cina, Taiwan e Macao giusto giorni dopo che Flutter ha dichiarato che lascerà un esiguo numero di giurisdizioni di TSG (The Stars Group in cui Flutter in precedenza aveva deciso di non operare più.”

L’operatore di gioco d’azzardo ha detto inoltre che pianificava di migliorare ”la qualità delle procedure di gioco d’azzardo sicuro/antiriciclaggio di TSG.” Flutter prevedeva che il suo impegno sarebbe costato intorno ai £65 milioni ogni anno.

L’uscita di PokerStars dalle giurisdizioni non regolamentate è di certo collegata ai grandi piani di espansione USA di Flutter. Lo stesso marchio di poker online è attivo in diversi stati USA dove giocare a poker online con denaro reale è legale, ma diverse altre attività possedute da Flutter si stanno altresì espandendo velocemente in tutti gli USA, tra le quali FanDuel e FOX Bet.

La presenza di PokerStars nei mercati regolamentati potrebbe far sorgere problemi per le ambizioni di crescita USA di Flutter, in quanto legislatori ed enti regolatori negli Stati Uniti hanno sempre guardato con diffidenza gli operatori che si rivolgono a clienti in territori in cui il gioco d’azzardo è vietato o pesantemente limitato.

Si deve anche notare che lo stesso PokerStars è stato vergognosamente espulso dagli USA proprio una decina di anni fa, in uno degli episodi più oscuri nella storia del poker online, che la comunità chiama Venerdì Nero (Black Friday). L’operatore, allora posseduto dagli uomini d’affari israeliano-canadesi Isai e Mark Scheinberg, fu bannato dagli USA dopo che le autorità locali scoprirono che aveva servito giocatori locali nonostante l’entrata in vigore della Legge di Controllo del Gioco d’Azzardo Illegale su Internet del 2006.

In altre parole, ogni passo falso di PokerStars e altri marchi, che operano sotto l’egida di Flutter, nella gestione delle loro attività può ora colpire pesantemente le ambizioni di espansione USA dell’importante operatore di scommesse.

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