Culinary Union fa causa ai casinò di Las Vegas per questioni di salute e sicurezza

Un sindacato di lavoratori di casinò di Las Vegas fa causa a tre proprietà della Strip, affermando che i lavoratori sindacalizzati non sono adeguatamente protetti dall’esposizione al coronavirus sul posto di lavoro.

Culinary Union Local 226, che rappresenta circa 60.000 addetti alle pulizie, cuochi, baristi, camerieri e altri lavoratori nei casinò di Las Vegas, ha intentando lunedì una causa presso il Tribunale distrettuale degli Stati Uniti a Las Vegas, chiedendo un decreto ingiuntivo sotto la direzione di Labor-Management Relations Act per condizioni di lavoro pericolose.

La causa nomina The Signature presso MGM Grand, Sadelle’s Cafe a Bellagio e Guy Fieri Las Vegas Kitchen and Bar a Harrah’s come acusati.

Secondo la citazione legale di 29 pagine, 19 rappresentanti della Culinary Union o membri della loro famiglia sono deceduti per complicazioni legate a Covid-19. I casinò del Nevada, compresi quelli di Las Vegas, hanno chiuso a metà marzo per contribuire a frenare la diffusione del pericoloso virus. Le proprietà hanno riaperto le porte il 4 giugno.

I tre resort della Strip sono stati accusati per non aver adottato misure per proteggere adeguatamente i dipendenti. Secondo la citazione legale, i lavoratori avevano un’interazione diretta con ospiti che non indosavano mascherine, e dovevano affrontare carenze di personale che li costringevano a svolgere una serie di ruoli diversi.

La settimana scorsa, il Governatore del Nevada Steve Sisolak ha emesso un ordine che impone mascherine o altri rivestimenti per il viso da indossare in pubblico, compresi i giocatori d’azzardo all’interno dei resort di Las Vegas. Le mascherine per il viso erano volontarie per gli ospiti prima dell’ordine del Governatore Sisolak.

I lavoratori vogliono lavorare in un ambiente sicuro

Geoconda Argüello-Kline, segretario e responsabile della contabilità della Culinary Union, ha dichiarato lunedì che i membri del sindacato “vogliono lavorare, ma vogliono lavorare in un ambiente sicuro” e che “faranno di tutto per proteggere questi lavoratori, queste famiglie e questa comunità.”

La causa non nomina direttamente Adolfo Fernandez, un portiere di 51 anni al Caesars Palace che è morto la scorsa settimana dopo aver contratto Covid-19, ma sua figlia, Irma Fernandez, ha detto che suo padre ha espresso profonda paura per il pericoloso virus dopo il ritorno a lavorare e che era molto stressato.

La causa rileva che le tre proprietà “hanno riconosciuto l’importanza vitale di mascherine … imponendo ai propri dipendenti di indossarle sempre”, ma nonostante “enormi prove dell’importanza di imporre la copertura facciale agli ospiti nelle aree pubbliche dei casinò e gli hotel […] imputati, insieme ad altri casinò e hotel nel sud del Nevada, hanno soltanto ‘incoraggiato’ gli ospiti a indossare mascherine.”

La causa inoltre afferma che “questo atto irresponsabile ha indubbiamente portato alla diffusione di Covid-19.” Chiede un ordine del tribunale per costringere gli imputati e gli altri resort di casinò di Las Vegas a rafforzare le loro misure di sicurezza per proteggere meglio i lavoratori dal virus.

Sia Caesars Entertainment Corp. sia MGM Resorts International, le società proprietarie dei resort nominati nella causa, la scorsa settimana hanno imposto obbligo universale di indosare mascherina in tutte le loro proprietà, rendendo le mascherine e i rivestimenti obbligatori per tutti nelle loro proprietà, inclusi lavoratori, ospiti, fornitori di servizi e passanti.

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