Sportsbet deve rimborsare lo scommettitore autoescluso

All’operatore australiano di scommesse sportive online Sportsbet è stato ordinato di rimborsare la saomma totale a un cliente che si era auto-escluso dal gioco, ma a cui era stato permesso di aprire un nuovo account, scommettendo quasi $ 150.000.

Gli strumenti di autoesclusione consentono ai giocatori problematici di vietare volontariamente a se stessi di giocare per un certo periodo di tempo o permanentemente. Nei mercati regolamentati, questi strumenti dovrebbero impedire ai giocatori auto-esclusi di avere la possibilità di utilizzare i loro account esistenti o di aprire nuovi account presso operatori di scommesse sportive autorizzati.

Tuttavia, nel caso del giocatore australiano, che è stato indicato come il sig. XXXX nei documenti delle autorità, quando ha cercato di aprire un nuovo account con Sportsbet un paio di mesi dopo essersi auto-escluso dal gioco d’azzardo, l’operatore non ha fallito nell’identificare i suoi dati e gli ha permesso di piazzare scommesse sulla sua piattaforma.

Il caso del sig. XXXX è stato gestito dalla Northern Territory Racing Commission. Sportsbet è uno dei molti operatori di gioco online con sede in Australia ad avere ottenuto la licenza nel Northern Territory, per condizioni business-friendly, comprese tasse e commissioni inferiori rispetto a qualsiasi altra parte dell’Australia,però che accetta scommesse da tutto il paese.

L’operatore dovrà restituire le perdite al cliente

Nella sentenza della scorsa settimana, la Northern Territory Racing Commission ha dichiarato che Sportsbet non ha rispettato le condizioni della sua licenza per scommesse sportive, ruilasciata da parte dell’autorità di regolamentazione, in quanto l’operatore “al momento non aveva adeguate strutture e procedure di autoesclusione che consentirebbero alle persone di autoescludersi.”

La commissione ha anche affermato di aver ritenuto opportuno che Sportsbet rimborsasse le perdite del suo cliente. Il signor XXXX non aveva un account Sportsbet prima della sua autoesclusione e ha tentato di registrarsi al sito di scommesse sportive solo dopo l’autoesclusione.

La Racing Commission ha stabilito che la colpa era nei sistemi dell’operatore, visto che non sono riusciti a identificare il giocatore nel database di autoesclusione.

Il sig. XXXX dovrebbe ora ricevere un rimborso di A$ 93,082,04, dato che la sentenza ha preso in considerazione i soldi già ritirati dal suo conto.

Il cliente di Sportsbet ha detto che voleva che l’operatore sia responsabile perché i suoi problemi con il gioco d’azzardo avevano ”un impatto molto, molto negativo” su di lui e sulla sua famiglia. Il signor XXXX ha anche fatto notare di non aver giocato per un “periodo lungo” e di aver perso una somma “estremamente grande” dopo che Sportsbet non è riuscito a identificarlo come giocatore autoescluso.

Il Governo Federale Australiano lavora su un registro nazionale di autoesclusione da più di cinque anni. I parlamentari hanno approvato la legislazione in materia l‘anno scorso, ma sembra che il sistema di autoesclusione non diventerebbe operativo per almeno un altro anno.

Commentando le recenti critiche, da Sportsbet hanno dichiarato di aver accettato i risultati della Racing Commission e che “il cliente avrà prestissimo il suo rimborso.”

Hanno inoltre detto che l’operatore ha “sviluippato in modo proattivo le procedure interne da quando il caso è stato identificato per la prima volta qualche anno fa” e che i non clienti hanno ora la possibilità di autoescludersi dalla piattaforma di Sportsbet.

Il brand di scommesse sportive è di proprietà del maggiore gruppo irlandese di gioco d’azzardo Flutter Entertainment.

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