Fondatore di Paddy Power Ritiene che il Settore stia Agendo Troppo Lentamente sul Problema del Gioco d’Azzardo

Il cofondatore ed ex capo di Paddy Power, Stewart Kenny, ritiene che il settore del gioco d’azzardo sia troppo lento nell’agire sul problema del gioco d’azzardo, soprattutto tra i ragazzi, riporta il Racing Post citando i commenti dell’ex dirigente del gioco d’azzardo nel programma PM di BBC Radio 4, incentrato sulla dipendenza da gioco d’azzardo tra i minori.

La società madre di Paddy Power, Flutter Entertainment (già Paddy Power Betfair) è una delle protagoniste nel cielo stellato della grande fusione, insieme a The Stars Group del Canada, che porterà alla formazione di un colosso di gioco d’azzardo da $12,2 miliardi, con un’enorme presenza internazionale e un formidabile portfolio di alcuni dei più famosi marchi di gioco d’azzardo e scommesse sportive al mondo, che include Paddy Power, Betfair, PokerStars e Sky Betting & Gaming.

Stewart Kenny Solleva una Nuova Ondata di Critiche al Settore di Gioco d’Azzardo

Secondo il signor Kenny, il settore di gioco d’azzardo del Regno Unito non sta facendo abbastanza per contrastare il problema del gioco d’azzardo, una questione che è stata vista crescere notevolmente negli ultimi anni. Nei suoi commenti, l’ex dirigente di gioco d’azzardo ha prestato un’attenzione speciale al problema ancora più grave dei ragazzi che sono sovraesposti al gioco d’azzardo e soffrono di comportamento problematico da gioco d’azzardo e perfino dipendenza.

Lo stesso ha detto a BBC Radio che “è il normalizzare le scommesse per i ragazzi ad essere pericoloso” e che i ragazzi sono esposti ad una “costante raffica di pubblicità” che è quasi diventata parte di uno stesso evento sportivo, “rendendo normale per i ragazzi pensare che calcio e gioco d’azzardo sono la stessa cosa.”

Secondo i dati rilasciati dall’associazione per il gioco d’azzardo responsabile GambleAware, circa 320.000 persone in Gran Bretagna possono essere classificate come dipendenti da gioco d’azzardo, e si ritiene che altri due milioni abbiano il potenziale per sviluppare una dipendenza.

In più, la Commissione per il Gioco d’Azzardo del Regno Unito stima che circa 55.000 ragazzi britannici al di sotto dei 16 anni soffre di problemi da gioco d’azzardo. Secondo l’ente regolatore, 450.000 giovani giocano d’azzardo regolarmente, più di quelli trovati a consumare droghe, bere alcol o fumare.

”Abbiamo Sottovalutato il Problema”

Il sig. Kenny è stato tra i cofondatori di Paddy Power nel 1988. All’epoca, la società ha iniziato come operatore di una catena di locali di scommesse in Irlanda e nel Regno Unito, ma ha accresciuto la sua attività negli anni aggiungendo più prodotti ed espandendo la sua presenza in molte altre giurisdizioni. Paddy Power si è unito con Betfair nel 2016 con un accordo multimiliardario che ha creato una delle potenze di gioco d’azzardo.

Il sig. Kenny ha lavorato come CEO di Paddy Power tra il 1988 e il 2002. Lo stesso ha poi mantenuto il ruolo di direttore non-esecutivo fino ad agosto 2016, quando ha lasciato la società. L’ex capo di gioco d’azzardo è stato aspramente criticato dal settore di gioco d’azzardo negli ultimi anni, contestandogli la mancanza di appropriate politiche di gioco d’azzardo responsabile. Ad esempio, il sig. Kenny è stato tra i sostenitori più accaniti della riduzione della puntata massima sugli altamente controversi terminali di scommesse a quota fissa.

Nei suoi ultimi commenti indirizzati al crescente problema della dipendenza da gioco d’azzardo, l’ex capo di Paddy Power ha detto che “i ragazzi hanno una maggiore tendenza alla dipendenza di quanto lo sarebbe un adulto” e che lui stesso avrebbe dovuto prevedere le cose più rapidamente e “sarebbe dovuto essere più rapido nell’agire su tali questioni.” Il sig. Kenny ha aggiunto che il settore “ha sottovalutato il problema, ed era un enorme problema.”

I commenti del capo dell’ex Paddy Power sono arrivati nel mezzo delle forti reazioni sulle politiche pubblicitarie del settore di gioco d’azzardo, che molti ritengono attirare scommettitori in pericolosi schemi di scommesse, che, in molti casi, portano alla dipendenza o a comportamenti problematici di gioco d’azzardo.

Alla fine dello scorso anno, il settore ha accettato un divieto volontario sulla pubblicità di gioco d’azzardo per la durata di un incontro, che dovrebbe prevenire la trasmissione di pubblicità di gioco d’azzardo durante le riprese di sport dal vivo. I critici del gioco d’azzardo hanno protestato che la misura è stata troppo piccola, troppo tardiva e che si dovrebbe fare di più per contrastare i problemi crescenti.

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