
Alla chiusura delle urne presso la casa da gioco veneziana e dopo il conteggio dei voti è stato reso noto che al referendum hanno votato 478 dei 514 aventi tale diritto. Il 34% di tutti che hanno esercitato il loro diritto al voto, ovvero 153 lavoratori, si sono dichiarati a favore della pre-intesa, mentre 316 dipendenti, cioè il 66% dei votanti, si sono espressi per il ‘No’. Ci sono state inoltre 8 schede nulle.
Fisascat Cisl, una delle rappresentanze che non hanno firmato la pre-intesa, hanno commentato che a questo punto chiedono di risiedere al tavolo prima che il giudice si pronunci sul ricorso sul nuovo contratto, comunica VeneziaToday. Secondo l’organizzazione sindacale, i dipendenti hanno deciso che la suddetta pre-intesa non sarebbe stata sufficiente, pertanto si ritiene opportuno tornare a discutere la questione. In quessto contesto, riprendere il dialogo sarebbe di particolare importanza prima della pronuncia del giudice.
In una lettera inviata a Michele Zuin, il rappresentante del Sgb Giampietro Antonini ha scritto che chiedono la riapertura del tavolo di confronto, visto l’esito del referendum, con una documentazione precisa sulle azioni di rilancio del casinò. I sindacati hanno chiesto inoltre che siano messe in atto le procedure efficienti per quanto riguarda la gestione delle spese e che si faccia chiarezza sulla chiusura della sede di Venezia.
È un fatto interessante che l’esito del referendum presso il Casinò è arrivato in un momento quando la casa da gioco ha registrato risultati molto positivi a marzo. Nel terzo mese del 2018, gli incassi hanno toccato 8,77 milioni di euro, che è il 24,72% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Questo risultato è in continuità con il buon andamento del casinò a gennaio e a febbraio quando ha incassato 8,88 milioni (+0,25%) e 7,9 milioni (+18,15%), rispettivamente.
La pre-intesa siglata da Slc Cgil, Snalc Cisal e Rlc

Queste organizzazioni hanno lasciato il tavolo di confronto, in quanto non hanno consetito con una clausola della pre-intesa che si riferisce ai premi. Ai sensi del documento, in caso di vittoria dei dipendenti, dovrebbe essere discussa nuovamente l’intera distribuzione di premi, poiché il casinò non può permettersi di sostenere i relativi costi di circa 3 milioni di euro.
La ricalcolazione dei premi è infatti necessaria per arrivare a un equilibrio tra i dipendenti più giovani e quelli più anziani. I lavoratori che chiedevano il riconoscimento di premi più grandi hanno anche presentato ricorsi in aula. Un ‘Sì’ al referendum avrebbe significato la sostituzione del regolamento vigente dal 1° luglio 2017, in quanto i sindacati sarebbero stati costretti di firmare il contratto collettivo di lavoro.
