La Corte dei Conti esamina la gestione finanziaria del Casinò Campione d’Italia nei confronti del Comune

Ieri a Milano si è tenuta un’udienza in Corte dei Conti della Lombardia con il sindaco di Campione d’Italia Roberto Salmoiraghi a seguito della richiesta di fallimento del Casinò da parte della Procura di Como. I magistrati hanno aperto un procedimento di controllo sull’amministrazione finanziaria nei confronti del Comune dopo aver nuovamente analizzato il bilancio, hanno stabilito notevoli criticità nella gestione finanziaria dell’ente, che possono essere riassunti in una situazione di ‘illiquidità di dimensioni imponenti’.

In effetti, va ricordato che i magistrati contabili hanno voluto indagare sul bilancio comunale minato dai crediti verso il casinò. A seguito di tali crediti il Comune è entrato in crisi e ha dovuto chiedere un prestito di 21 milioni di euro alla Banca Popolare di Sondrio. In questo contesto negli ultimi mesi la Corte dei Conti ha chiesto al Comune un piano per la ristorazione dell’equilibrio finanziario che è stato trattato all’udienza di ieri.

Risulta che la gestione finanziaria dell’ente pubblico sia fortemente segnata dalla crisi della casa da gioco. Sono stati esaminati le anticipazioni di cassa imputabili ai mancati introiti del casinò che la società di gestione deve corrispondere al Comune sulla base di un accordo apposito. Sono stati fatti diversi trasferimenti di importo significativo: 8,5 milioni di euro nel 2013, 21,7 milioni nel 2014 e 22,7 milioni nel 2015 e 2016, che possono difficilmente essere riscossi, considerando la grave situazione economica della casa da gioco.

La documentazione inviata dal Comune, ha mostrato circa 22 milioni di franchi da riscuotere tra il 2016 e il 2017, il che ha comportato al profondo squilibrio di bilancio. A questo proposito la Corte dei Conti ha deciso di aprire il procedimento e fissare la prima udienza pubblica lunedì.

Nella relazione si legge, secondo quanto riportato da il Giorno, che il continuo ricorso ad anticipazioni, che nel 2017 non è stato sufficiente a garantire il pagamento degli stipendi dei lavoratori, ha evidenziato che il mancato pagamento dei residui passivi di 21,4 milioni di franchi è collegato alla mancata riscossione dei residui attivi pari a 21,9 milioni di franchi dovuti dal casinò. Ciò ha posto il Comune in una situazione di crisi e difficoltà di pagare i debiti e esercitare le proprie funzioni.

Le possibili vie di uscita

Il piano di riequilibrio che ha lo scopo di mettere in sicurezza il bilancio del Comune si basa su tagli di gestione. Negli ultimi mesi si parla di due misure drastiche: la riduzione degli stipendi del 20% dei dipendenti comunali, che molto probabilmente non sarebbe sufficiente e ci dovrebbero essere decine di esuberi, così come l’eventuale licenziamento collettivo di 156 dipendenti della casa da gioco su 492.

Intanto, ci si aspetta la decisione del Tribunale di Como sull’istanza di fallimento della casa da gioco presentata dalla Procura di Como il 15 gennaio. Va ricordato che a un’udienza del 12 marzo la Procura ha depositato una nuova memoria per sostenere la sua richiesta di fallimento. Il 19 marzo, invece, il Casinò e il Comune hanno presentato le proprie controdeduzioni alla suddetta memoria per chiarire i motivi per cui la società deve evitare una tale misura. La decisione del giudice si attende entro il 26 marzo quando, se sarà scongiurato il fallimento per insolvenza, si riprenderanno le trattative con i sindacati.

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