
Nell’operazione hanno partecipato oltre 200 uomini del Servizio centrale opertivo, nonché della Squadra mobile di Palermo. Le indagini condotte dalla Procura hanno evidenziato l’interesse di Cosa Nostra al settore dei giochi e alle agenzie di scommesse e alle slot machine, in particolare.
L’imprenditore italiano Benedetto ‘Ninì’ Bacchi è stato il personaggio chiave dell’inchiesta ed è stato arrestato con le accuse di partecipazione nell’associazione mafiosa e riciclaggio di denaro. Secondo quanto rivelato dall’indagine, c’è stato una sorta di “contratto” tra Cosa Nostra e Bacchi, grazie al quale, con il sostegno delle famiglie mafiose, l’imprenditore è riuscito a monopolizzare il settore.
*foto tratta da TheWolrdNews
Come funzionava il sistema?

Per regolarizzare le proprie aziende, Bacchi era disposto a pagare 10.000€ per ogni punto di gioco 700 agenzie, cioè per un totale di 7 milioni di euro.
I flussi di denaro generati dal sistema dovevano essere investiti e ‘ripuliti’ rientrando nell’aconomia legale e Bacchi era incaricato di trovare i rispettivi canali per realizzarlo. Sono stati così investiti 750.000€ in un’azienda specializzata nella costruzione di edifici nell’area palermitana. Bacchi ha inoltre fondato una società di commercio di prodotti alimentari verso gli Stati Uniti.
Molte delle agenzie di Bacchi operavano sotto le insegne della società di diritto maltese Phoenix International Ltd. Bacchi ha costruito la sua rete grazie ai suoi rapporti con il membro della famiglia Partinico Francesco Nania. A partire dal 2013 Bacchi ha riciclato in due delle società di Patrinco CEV e SICOSE, quest’ultima ha partecipato nella costrizione dei supermercati LIDL.
Inoltre, Bacchi ha acquisito la villa di un ex giocatore di Palermo ed è stato interessato a investire in altre attività, tra cui la rivista online Live Sicilia e l’esportazione di petrolio, così come la proggettazione di batteria solare.
Il G.I.P. ha ordinato il seuqestro per equivalente dei beni del valore di 4 milioni di euro di Bacchi e dei suoi familiari su richiesta della Procura. È stato disposto anche il sequestro delle quote sociali e del patrimonio aziendale di una società di Bacchi che gestisce diverse agenzie di scommesse. Sono state chiuse più di 40 agenzie di scommesse sparse su tutto il territorio nazionale.
