I momenti chiave per Saint Vincent Resort & Casino nel 2017

Nuovo amministratore unico, approvazione del piano di ristrutturazione, crisi finanziaria, referendum tra i dipendenti – se dovessimo descrivere la situazione del Saint Vincent Resort & Casino, forse sceglieremmo proprio queste parole chiave che hanno contraddistinto il 2017. Arrivata la fine dell’anno, cerchiamo di sintetizzare l’accaduto nel corso dell’anno presso la casa da gioco valdostana.

I nuovi vertici del casinò e la riduzione del capitale sociale

Prima di tutto, però dobbiamo dire che, al termine del 2016 è successo qualcosa altrettanto rilevante. Alla fine di dicembre è stato annunciato che Stefano Silvestri era stato nominato vice direttore generale dell’azienda, mantenendo il suo incarico attuale di direttore di produzione e assumendo ulteriori poteri temporanei.

Poco prima della nomina di Silvestri era stato annunciato che, Gianfranco Scordato si sarebbe dimesso dal suo incarico di direttore generale il 31 dicembre 2016.

Poco meno di due mesi dopo, il 18 febbraio, è stata convocata un’assemblea dei soci relativa ai provvedimenti previsti dal codice civile in caso di perdite di oltre un terzo del capitale sociale. Nella riunione, è stata approvata la riduzione del capitale sociale da 120 a 56 milioni di euro. Intanto, nei media è stata diffusa la notizia che la società prevedeva gli esuberi di circa il 30% dei dipendenti, cioè 700 lavoratori avrebbero perso i propri posti di lavoro.

Sono emerse tre ipotesi per le future azioni della casa da gioco. La prima era che sarebbe stata avviata la procedura di licenziamento collettivo di 264 lavoratori, in aggiunta si è parlato di contratti di solidarietà e la terza ipotesi è stata che sarebbero stati cancellati gli attuali contratti dei lavoratori, ritenuti troppo onerosi.

La prima ipotesi è stata confermata dopo che a un incontro con i sindacati è stato reso noto che si prevedeva il licenziamento collettivo a partire da maggio, ai sensi della Legge 223 del 1991. Questo fatto ha suscitato le proteste dei lavoratori. Per evitare gli esuberi il presidente della Regione ha chiesto il finanziamento, però senza successo, poiché l’opposizione e la maggioranza non ha approvato l’uso di fondi pubblici in questo caso.

Giulio di Matteo come nuovo amministratore unico

Verso la fine di marzo, dopo diverse speculazioni e ipotesi al riguardo, è stato annunciato che l’avvocato milanese Giulio Di Matteo sarebbe stato il nuovo amministratore unico del resort. L’esperta di diritto ha sostituito Lorenzo Sommo e ha dovuto presentare il piano di risanamento entro il 10 maggio 2017.

Il vertice ha dovuto inoltre affrontare diversi gravi problemi aziendali, tra cui la questione con il licenziamento collettivo di 264 dipendenti e il deficit in bilancio.

Insieme ai consiglieri e con la supervisione di Deloitte Financial Advisory, Giulio di Matteo ha elaborato il piano di ristrutturazione, che è stato presentato alla Giunta regionale. Il piano è stato approvato dal governo locale e ha previsto l’equilibrio del bilancio aziendale entro la fine del 2018, così come la riduzione dei costi, però senza i licenziamenti. Il piano deve essere compiuto entro il 2012.

Intanto, mentre si stava cercando di evitare il licenziamento collettivo dei 264 addetti, la casa da gioco non è riuscita ad avviare la procedura di isopensione di 41 dipendenti. Questi ultimi sono rimasti praticamente disoccupati e non hanno potuto andare in pensione dopo aver firmato l’accordo di esodo.

Oltre al piano di ristrutturazione, è stato presentato una proposta normativa che prevedeva il finanziamento di 15 milioni di euro da parte della Regione, così come di 20 milioni forniti da banche. Si tratta di 35 milioni in totale, che è molto inferiore al passivo di 48 milioni di euro, che la Giunta aveva ritenuto necessari. Tuttavia, un tale finanziamento avrebbe potuto risolvere i problemi con gli esuberi dei dipendenti.

Il referendum dei dipendenti

Il 3 luglio a un’assemblea dei dipendenti i sindacati hanno presentato una proposta per far fronte alla crisi attraverso la riduzione di costi. Verso la fine della riunione è stato deciso di indire un referendum in cui i lavoratori stessi sono tenuti a decidere se accettavano il taglio dei propri stipendi. Al caso contrario si doveva ricorrere al licenziamento collettivo dei 264 lavoratori.

La decisione dell’assemblea ha provocato rabbia e delusione nei dipendenti che sono stati messi in una difficile situazione. Secondo alcuni di loro, invece di trovare una soluzione al problema, l’azienda aveva scaricato la responsabilità su di loro.

Tra il 5 e il 9 luglio 414 lavoratori (il 64,5% di tutti aventi diritto) hanno votato al referendum, dicendo il ‘Sì’ al taglio dei costi di lavoro e salvando 264 dipendenti. Da quel momento in poi, la società ha dovuto impegnarsi di sospendere l’incremento delle retribuzioni individuali e raggiungere il riequilibrio del bilancio.

Che cosa è successo dopo il referendum?

Il 13 luglio, a una seduta del Consiglio, l’assessore regionale alle Società partecipate, Albert Chritan ha risposto a un’interrogazione di M5S, fornendo informazioni relative ai crediti della casa da gioco verso i giocatori. Secondo quanto riportato, si tratta di 8,87 milioni di euro dal 1° gennaio al 1° agosto 2015 e al 4 luglio 2017 questo imprto è stato pari a 6,15 milioni.

Inoltre, il capogruppo consiliare di M5S, Stefano Ferrero ha detto che i crediti inesigibili sono pari a 7,5 milioni, inoltre ci sono 6 milioni di regali e bonus. Sommate queste cifre, si arriva circa al totale della riduzione delle retribuzioni del personale.

Il 21 luglio il Consiglio dei ministri ha deciso di non impugnare la legge con le disposizioni relativi al risanamento finanziario del casinò, che era stata approvata a febbraio dal Consiglio regionale. La normativa in questione conteneva le disposizioni urgenti per il risanamento di Casino de la Vallée Spa. Il governo regionale ha dovuto riesaminare l’organizzazione della società ed è stato tenuto a controllare la situazione per valutare la necessità di finanziamento per l’attuazione del piano di ripresa.

Una settimana dopo l’approvazione della suddetta normativa, come una parte dell’implementazione del piano di ristrutturazione, dott. Massimo Canepa è stato nominato direttore del personale. Poco dopo Santino Giusti ha assunto l’incarico di direttore generale di Grand Hôtel Billia.

È passato un altro mese e il direttivo del SAVT/Casinò ha espresso la propria preoccupazione per la situazione del casinò. Secondo i sindacati, dopo il referendum, non è stato fatto nulla di concreto per il risanamento della società e nello specifico per aumentare l’afflusso di clientela nelle sale da gioco. Il direttivo ha chiesto alla società di mettere in atto le azioni concrete al più presto possibile per assicurare l’inversione della tendenza negativa.

Successivamente, i reparti della roulette francese e dei giochi americani hanno proclamato lo stato di agitazione a causa del mancato rispetto degli accordi con l’azienda. La questione con i recuperi, i lavoratori che avevano aderito alla Fornero e la mancanza di intervento nella sale da giochi, sono stati tra i principali motivi evidenziati dalla delegazioni sindacali in merito allo stato di agitazione.

Nel mese di ottobre è stato eletto il nuovo governatore della Valle d’Aosta – Laurent Viérin. Durante il consiglio regionale convocato il 17 ottobre, Viérin ha fatto sapere che avrebbe trattenuto a sé la delega al Saint Vincent Resort & Casino.

Un fatto interessante è che durante l’assemblea, il consigliere del M5S Roberto Cognetta ha ribadito che il casinò ha chiuso il 2016 con un passivo di circa 46,59 milioni di euro e il conto economico aveva previsto un risultato di meno 40,06 milioni. La differenza dei due risulta quindi pari a 6,52 milioni di euro.

All’inizio di novembre si è tenuto un nuovo incontro tra azienda e sindacati, in cui però non è stato presente Giulio Di Matteo. Sono stati analizzati i documenti di riorganizzazione, che secondo Claudio Albertinelli dal SAVT, non mostrano una visione per il futuro dell’azienda. Questo fatto potrebbe solo farci pensare che molte questioni sono rimaste aperte e il casinò ha ancora tanta strada da percorrere verso la ristorazione dell’equilibrio nel prossimo anno.

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