La riforma del gioco d’azzardo in Italia nel 2017

Facendo un riepilogo dei più rilevanti avvenimenti nel settore del gioco d’azzardo nel 2017, si dovrebbe senza dubbio mettere in evidenza la nuova normativa sulle slot machine. Si tratta di un tema discusso in numerose occasioni nel corso dell’anno e di grande importanza sia per i gestori di giochi e che per il bilancio dello stato.

La riforma consiste in primo luogo dall’aumento del PREU sui giochi d’azzardo e dall’altra parte dalla riduzione degli apparecchi da gioco e la loro distribuzione razionale sul territorio nazionale. A prima vista le modifiche sembrano di essere a scapita degli operatori di gioco, ma d’altra parte sosteranno in qualche modo la lotta contro la ludpotia, un fenomeno, che secondo molti è sempre più crescente con lo sviluppo delle tecnologie moderne.

Il decreto legge 24 aprile 2017, n50, noto anche come la Manovrina, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dopo aver ottenuto la firma di Sergio Martella, Presidente della Repubblica. Il documento ha compreso diverse disposizioni per il rilancio economico del paese, tra cui anche le misure sul gioco d’azzardo.

Detto in poche parole, in primo luogo il testo ha previsto l’aumento del prelievo erariale unico su questo tipo di giochi. Nello specifico per le new slot il PREU è stato fissato al 19% (+1,5%) e quello per le Videolotterie al 6% (+0,5%). Oltre a ciò, a decorrere dal 1° ottobre 2017, il PREU sulle vincite dal lotto è pari all’8% (+2%) e il prelievo sulle vincite superiori a 500€ è stato raddoppiato al 12% (+6%). La Manovrina è stata convertita in legge il 26 giugno dopo diversi mesi di discussioni e subemendamenti.

Va ricordato anche che la legge si Stabilità 2016 ha previsto la forte riduzione dei nulla osta per le macchine da gioco di almeno il 30% degli apparecchi attivi al 31 luglio 2015.

Con un decreto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli verso la fine di luglio è stato precisato che numero complessivo degli apparecchi non deve superare 345.000 unità entro la fine dell’anno in corso, e entro il 30 aprile 2018 le macchine attive devono passare da circa 400.000 a 265.000 in meno di 1 anno.

Di queste, 125.000 macchine AWP dovrebbero essere tolte dai tabacchi e dai bar e altre 17.000 dagli esercizi secondari. Inoltre, entro il 31 dicembre 2019 le macchine rimanenti dovranno essere sostituite con le AWPR.

Il 7 settembre in Conferenza Unificata è stata raggiunta l’intesa sulla riforma nel settore del gioco tra lo Stato, le Regioni e gli Enti locali. Rispettando le disposizioni della legge di Stabilità 2016, la conferenza ha definito le caratteristiche dei punti vendita e i criteri della distribuzione, ma i Comuni e le Regioni sono quelli che devono garantire l’equilibrata distribuzione dei punti di gioco. A decorrere dal 31 dicembre 2019 i punti di vendita non devono superare 55.000, circa la metà degli attuali 98.600.

Nel mese di novembre l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha inviato una nota a tutti i concessionari di gioco, in cui ha annunciato che la data di riferimento per la riduzione dei nulla osta per le slot è quella del 31 dicembre 2016, cioè si tratta di 407.080 unità. Inoltre è stato indicato il numero minimo dei NOA che dovranno essere oggetto a restituzione e quelle che dovranno rimanere dopo la riduzione.

La raccolta, la spesa e l’erario dalle AWP e VLT nel 2016

Parlando della riforma e cercando di individuare quale impatto potrebbe avere sull’economia del paese, bisogna prima ricorrere ai numeri e rendersi conto dello stato del mercato.

In un documento pubblicato recentemente dall’ADM possiamo controllare i principali indicatori relativi al gioco legale in Italia. Per quanto concerne il giocate effettuate, nel 2016 la raccolta dalle AWP è stata pari a 26,32 miliardi di euro e quella delle VLT a 23,101 miliardi. Queste cifre sono superiori a qualsiasi altro tipo di gioco esaminato.

Inoltre, l’Agenzia ha riportato i dati relativi alla spesa nel settore, cioè la raccolta meno le vincite. Dalle informazioni riportate, risulta che i giocatori abbiano perso 7,48 miliardi di euro giocando alle AWP e 2,77 miliardi alle VLT. Un altro aspetto importante, messo in evidenza nella relazione di ADM è che la quota di mercato delle AWP è del 38,4% e quella delle videolotterie del 14,2%.

L’impostazione fiscale sui giochi, cioè l’erario dalle AWP, ha toccato 4,61 miliardi di euro e quella dalle VLT – 1,27 miliardi di euro. Il fatturato, cioè la spesa meno l’erario, per le AWP è stato pari a 2,88 miliardi di euro, mentre per le VLT ha raggiunto circa 1,5 miliardi di euro.

Secondo una pubblicazione di AGIMEG del mese di settembre, le regioni in cui si è giocato di più alle AWP e VLT sono la Lombardia, il Lazio, il Veneto, l’Emilia Romagna, la Campania e la Toscana.

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