Come si è sviluppato il progetto della liquidità condivisa del poker online nel 2017?

Uno dei temi più discussi nel settore del gioco d’azzardo europeo nel 2017 è stato il progetto della liquidità condivisa del poker online. Nel corso dell’anno il tema è entrato spesso nei titoli dei giornali in quanto si tratta di una mossa importante sia per i giocatori, che per gli operatori e gli stati membri. Quale fase dello sviluppo ha raggiunto questo progetto? Chi parteciperà e chi beneficerà dalla liquidità condivisa? Nel presente articolo cerchiamo di rispondere a queste importanti domande.

Lo sviluppo del progetto della liquidità condivisa

L’idea della liquidità condivisa del poker online è nata come una misura contro il calo dell’interesse verso il gioco. Si tratta di un progetto comune tra giurisdizioni in cui il mercato di gioco online è limitato, cioè i giocatori possono giocare solo contro i suoi connazionali, o altri residenti nello stesso paese.

In questo contesto, dalla condivisione dei pools beneficeranno in gran parte i players che potranno sviluppare ulteriormente le proprie abilità di poker e partecipare in tornei con maggiori montepremi e un numero più elevato di giocatori.

Nel corso delle trattative diversi paesi hanno mostrato interesse per il progetto e finalmente il 6 luglio 2017 è stato siglato il primo accordo di liquidità condivisa tra i regolatori di Italia, Spagna, Portogallo e Francia.

Solo poco dopo quella mossa ARJEL, noto per essere il regolatore del gioco d’azzardo francese, ha pubblicato le prime istruzioni per gli operatori interessati a unirsi al progetto. In poco meno di una settimana di distanza anche DGOJ, l’ente di regolamentazione della Spagna, ha divulgato informazioni relativi alla liquidità condivisa del poker online.

Negli ultimi mesi proprio la Spagna e la Francia sono state le due giurisdizioni ad aver mostrato la maggior disponibilità e recentemente è stato annunciato il governo portoghese ha presentato al Parlamento una proposta di bilancio dello Stato per il 2018, che prevede modifiche della legge sul gioco d’azzardo del 29 aprile 2015. La proposta normativa introduce la liquidità internazionale e nazionale nel mercato online e riesamina le imposte sulle scommesse sportive a quote fisse.

Intanto, non si è sentito nulla da parte delle autorità italiane. Ci sono stati diversi politici italiani ad aver espresso le proprie preoccupazioni sulla liquidità condivisa. Secondo gli oppositori, il progetto potrebbe incentivare le attività illegali e la crescita dei livelli di dipendenza da gioco tra i giocatori vulnerabili.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli si sta ancora preparando a lanciare un bando di gara che consentirà agli operatori interessati a richiedere una concessione. Il bando doveva essere avviato a metà settembre, tuttavia fino ad oggi questo non è stato fatto. Attualmente, ci sono circa 80 concessionari che offrono servizi di gioco d’azzardo nel nostro paese. Si aspetta che il loro numero aumenti di altre 120 concessioni di gioco.

Esiste un’ipotesi recentemente espressa su Assopoker, che sembra sempre più realistica, secondo la quale ARJEL sta cercando di realizzare il progetto di liquidità condivisa all’inizio del 2018, come concordato dai regolatori partecipanti al momento della firma del loro accordo.

Si ritiene che la rete di liquidità del poker online condivisa sarà effettivamente lanciata nei primi mesi del 2018 e la Francia, la Spagna e il Portogallo uniranno i loro pool di giocatori. Secondo le fonti, l’Italia sarà in grado di aderire al progetto più tardi nel 2018.

Chi beneficerà dal progetto?

Mentre si aspetta il bando di gara per le 120 concessioni italiane, l’operatore di gioco d’azzardo francese Winamax ha acquisito in ottobre la concessione del marchio bet-at-home, proprietà di Betclic Everest Group. Ancora a gennaio era stata sparsa la voce che l’operatore intendeva espandere i propri servizi nei mercati regolamentati, soprattutto in Spagna, Portogallo e Italia.

In effetti, l’operatore ha scritto sulla sua pagina LinkedIn che stava assumendo personale che parla molto bene lo spagnolo, il portoghese, l’italiano e l’inglese. Prima di acquisire la concessione di bet-at-home, Winamax aveva annunciato che il nostro numero uno Mustapha Kanit e il poker pro spagnolo Adrian Mateos Diaz si erano uniti al team di professionisti che promuovono il marchio da testimonials.

Inoltre, durante una teleconferenza sui risultati finanziari dei The Stars Group, il proprietario di PokerStars, per il terzo trimestre dell’anno, il direttore finanziario Brian Kyle ha dichiarato che si uniranno al progetto di liquidità condivisa e che la fase iniziale del progetto molto probabilmente sarà lanciata all’inizio del 2018.

Questa è stata quindi un’altra indicazione che la rete di poker online sarà lanciata all’inizio del 2018 e che non tutti i paesi che hanno siglato l’accordo di luglio parteciperanno al lancio iniziale del della piattaforma della picca rossa.

Si ritiene che PokerStars trarrà il massimo vantaggio dal progetto, poiché attualmente è l’unico operatore a detenere licenze in tutte e quattro le giurisdizioni partecipanti. Per di più è leader nel settore del poker online.

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