Il Consiglio di Stato respinge il ricorso di Global Starnet per la riforma dell’ordinanza del Tar Lazio del 26 ottobre

Il caso della società di gioco Global Starnet continua a emergere sui titoli delle agenzie di stampa dopo i numerosi ricorsi l’azienda ha fatto recentemente presso le istituzioni italiane. Ieri è stata diffusa la notizia che il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della società contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con cui aveva chiesto la riforma dell’ordinanza del Tar Lazio del 26 ottobre.

Lo scorso 25 ottobre, in una sessione della camera del consiglio in cui l’azienda ha chiesto l’annullamento della nota dell’ADM del 29 settembre. Con quella nota l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha disposto che a decorrere dal 1° ottobre a Global Starnet sarebbe stato consentito svolgere le sue attività e gestire la sua rete telematica.

Tuttavia, secondo quanto deciso dall’autorità, sempre da quella data, l’azienda non avrebbe potuto presentare istanze per ottenere certificazione delle sale VLT, e non sarebbero stati rilasciati nulla osta per le AWP, né potranno essere presentate istanze per la verifica della conformità dei sistemi di gioco e delle VLT.

I legali della società si sono opposti alla decisione di ADM, perché, secondo loro, le disposizioni causano danno all’attività dell’azienda. I rappresentanti del concessionario hanno sostenuto che con la nota è stata sospesa l’apertura di 132 nuove sale VLT già pronte ed è stata impedita l’introduzione di nuove macchine. Non è possibile neanche la sostituzione di slot non funzionati o danneggiate.

In aggiunta, le somme dovute a Global Starnet come deposito cauzionale nel corso del 2016 sono state congelate. Secondo la società, si tratta di 13 milioni di euro.

Tutto questo, ha un impatto negativo sulla potenzialità dell’azienda. Pertanto, per i legali la interpretazione non sembra corretta. Secondo loro è conforme alla legge impedire alla crescita della società, ma le misure adottate non dovrebbero avere nessun impatto sulle attività.

La camera di consiglio fissata al 23 novembre

Il 26 ottobre è stato comunicato che il Tar Lazio ha fissato l’udienza sulla richiesta del concessionario di annullare la suddetta nota per il 24 gennaio 2018. Per poter fare una decisione, i giudici dovrebbero esaminare questioni ‘la cui complessità è incompatibile con la sommarietà della presente fase cautelare’. Inoltre, le esigenze della ricorrente sembrano essere adeguatamente protette con la pronta determinazione del giudizio, come ritenuto anche nell’ordinanza del CdS del 22 settembre.

Come accennato prima, ieri il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della società per la riforma del’ordinanza del Tar Lazio. Nella sua nota, diffusa dai media, si legge che, tenendo conto della natura e della complessità della controversia, che richiedono un esame approfondito, non ci sono estrema gravità o grave urgenza per impedire il trattamento della richiesta tutela cautelare presso la sede collegiale. In aggiunta, è stata fissata la camera di consiglio per il 23 novembre 2017 per la trattazione collegiale della richiesta.

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