Il progetto Anti Match-Fixing Formula presentato a una riunione internazionale a Roma

Ieri mattina presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma si è svolta una riunione internazionale, in cui è stato presentato il progetto Anti Match-Fixing Formula. Si tratta di un progetto sulle politiche relative al contrasto al fenomeno del match-fixing, sui sistemi di segnalazione protetta e sull’infiltrazione della criminalità organizzata nello sport.

Il progetto AMF è stato coordinato dall’Ufficio per lo Sport ed è stato cofinanziato dalla Direzione Generale Affari interni della Commissione Europea. L’obiettivo principale dell’assemblea di ieri è stato prevenire il match-fixing attraverso un modello publico-privato integrato a livello europeo, comunica Calcio e Finanza.

Il fenomeno del Match-Fixing e le misure di prevenzione

In generale, il Match-Fixing è un fenomeno legato agli sport organizzati e avviene quando una partita viene giocata a un risultato completamente o parzialmente determinato, violando così le regole del gioco e spesso anche la legge. Inoltre, i giocatori possono anche intenzionalmente giocare male per ottenere un vantaggio futuro o per truccare un sistema handicap.

Secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, l’Italia è il paese più avanzato per quanto riguarda la prevenzione al fenomeno e si pone come modello in merito delle politiche di contrasto per l’UE. Il progetto italiano si basa su un’analisi qualitativa del fenomeno, così come sull’attuazione di strumenti operativi per il coordinamento pubblico-privato, nonché sulla sperimentazione di un sistema di segnalazione protetta anonima.

Inoltre, i principali obiettivi di AMF sono la creazione di una ‘Cooperation Romm’ europea, il lancio di una procedura di cooperazione integrata e il potenziamento della piattaforma nazionale Unità Informativa Scommesse Sportive (UISS) e Gruppo Investigativo di scommesse sportive (GISS).

Commenti sul progetto AMF

Il procuratore generale dello sport al Coni, il generale Enrico Cataldi, ha detto che i punti dolenti nel contrasto al fenomeno riguardano i flussi di scommesse. Secondo Cataldi, il volume di gioco illegale si potrà affrontare con la cooperazione tra le autorità dei diversi paesi. Il procuratore ha concluso che solo il 60% del mercato delle scommesse sportive è monitorato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Attraverso un messaggio, Luca Lotti, Ministro per lo Sport ha detto che lo sport non ammette inganni e se viene deviato dalla corruzione e le organizzazioni criminali allora perderà i suoi principi. Secondo Lotti le istituzioni devono intervenire e contrastare a tali fenomeni.

Il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, Damiano Tommasi (foto), ha detto che un altro aspetto di cui non si parla molto è il conflitto di interesse con le società di scommesse. Secondo Tommasi il panorama sportivo è variegato e l’associazione ha rinunciato a certe collaborazioni per non ritrovarsi con dei boomerang.

Inoltre, il presidente ha detto che l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano esamina da anni i rapporti tra sport e le aziende e che dal 2011 collaborano con Transparency, così come con altre organizzazioni sociali che hanno fatto un’immagine chiara della situazione. Secondo Tommasi si sapeva che il problema del Match-fixing è rilevante, ma tutti lo affrontavano a suo modo, di qui è nata l’idea del progetto congiunto.

Tommasi ha inoltre sottolineato che nella convenzione di Macolin ci sono tre punti principali che seguono – il divieto o la limitazione della quotazione per eventi legati ai minori e della sponsorizzazione e la confisca/il sequestro in casi di frodi sportive.

Simone Farina che fa parte del team tecnico dell’Aston Villa ha inviato un messaggio in cui ha detto che dal 2011, sono stati fatti grandi passi in avanti per la pervenzione al fenomeno e la situazione è migliorata in linea generale, anche se esistono ancora situazioni critiche. Secondo quanto ha imparato, seguendo il lavoro di Interpol e Fifa, il Match-Fixing si diffonde esclusivamente via organizzazioni criminali quindi è importante tenere alto il livello di prevenzione. Secondo Farina, un’altra possibile soluzione è la presenza dello sport nelle scuole.

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