La Corte di Cassazione conferma ai dipendenti del Casinò di Venezia il diritto a mance in base al totale degli incassi

Con la sentenza numero 19698, la Corte di Cassazione ha stabilito in data 8 agosto, che i dipendenti del Casinò di Venezia possono ricevere mance in base al totale degli incassi della società, invece che sulla metà, come previsto da un accordo aziendale siglato nel lontano 1990, comunica IlSole24Ore.

La questione risale al 1990, quando il Casinò era una municipalizzata. Quell’anno è definito come l’anno del boom delle slot machine che in quel momento non richiedevano un intervento da parte dei croupier. Per compensare il mancato pagamento delle mance, la categoria ha ottenuto un meccanismo secondo il quale per ogni milione incassato dal casinò ciascun dipendente deve ricevere 2,790 lire.

La clausola del minimo garantito era prevista da art. 48 del contratto aziendale siglato lo stesso anno. Tuttavia, questo articolo è stato abolito nel 2007 con un altro accordo. Inoltre, i croupiers hanno denunciato un ammanco dal 1999 – l’anno in cui è stata aperta la sede a Ca’ Noghera e il personale è stato raddoppiato.

Nel 2009 il Casinò di Venezia è stato condannato di pagare ai dipendenti 6 milioni di euro, oltre a 4 tasse e spese legali. Da parte sua, la casa da gioco ha fatto un ricorso contro la sentenza alla Corte di appello di Venezia.

Nel 2010 la Corte, dopo aver accolto le richieste del casinò, ha deliberato di modificare il criterio in base al quale veniva calcolato il minimo, riducendo della metà la suddetta somma. Secondo la sentenza del tribunale, il restante 50% delle mance doveva essere contribuito alle casse societarie.

Tuttavia, come menzionato sopra, dopo anni di attesa per una risoluzione al problema, l’ultima parola è stata della Corte di Cassazione, che ha denunciato la violazione delle clausole degli accordi aziendali e ha cassato e rinviato la sentenza alla Corte di appello. La Corte suprema ha riconosciuto il diritto alle mance secondo il criterio del minimo garantito pari a 2.790 lire per ogni milione incassato dalla casa da gioco e ha confermato. Un importo che spetta a ogni dipendente.

Molto probabilmente la notizia sarà accolta bene dagli impiegati del casinò, che hanno scioperato nel mese di luglio e hanno deciso di continuare a scioperare nel mese di agosto. Inoltre 200 dipendenti della casa da gioco hanno presentato un ricorso al Tar contro l’approvazione da parte del Consiglio Comunale della ricapitalizzazione del casinò del 24 maggio. Una tale delibera aveva l’obiettivo di dare un impulso al ‘Piano di azione’ volto alla ripresa del casinò, che a quel momento era ancora oggetto di discussioni.

Un fatto interessante è che nel corso di luglio, nonostante i protesti, il casinò ha registrato una crescita degli incassi. I ricavi durante questo periodo hanno raggiunto 7,02 milioni di euro, in aumento del 3,9% su base annua. È cresciuto anche il numero degli ingressi che hanno ammontato a 68.438 unità, secondo i dati riportati da GiocoNews.

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