La Corte Costituzionale esamina i ricorsi dei concessionari di apparecchi da gioco a dicembre

I ricorsi degli operatori di apparecchi di gioco contro la tassa da 500 milioni di euro prevista dalla legge di Stabilità 2015 saranno esaminati e discussi dalla Corte Costituzionale il 5 e il 6 dicembre 2017, comunica GiocoNews. Questo annuncio arriva dopo che il mese scorso è stato annunciato che le udienze sono state rinviate per il 21 e il 22 novembre.

I ricorsi dei concessionari sono relativi alla legittimità della normativa della legge di Stabilità 2015 che imponeva una specie di tassa aggiuntiva per gli concessionari di apparecchi da intrattenimento per 500 milioni di euro. Nei ricorsi loro sostenevano che la normativa violava il principio del legittimo affidamento ed era in contrasto con gli articoli 3, 41 e 97 della Costituzione. Di conseguenza non tutti gli operatori hanno versato la somma.

Secondo quanto previsto, alla scadenza del 30 aprile 2015 sono stati versati 200 milioni di uro della prima tranche. Tuttavia, un numero inferiore di gestori hanno partecipato alla seconda rata. Molti degli operatori hanno fatto ricorso, ritenendo la norma illegittima e hanno evitato di pagare il prelievo allo Stato. Così, circa 340 milioni di euro sono stati versati dai gestori e 160 milioni dovrebbero ancora essere incassate allo Stato. L’obbiettivo del governo è stato raggiungere il 70% della somma.

La normativa è stata esaminata dal Tribunale Amministrativo del Lazio che lo scorso novembre ha evidenziato i dubbi di compatibilità costituzionale relativi alla parità di trattamento e alla ragionevolezza della normativa. In aggiunta, il tribunale ha ritenuto che la tessa potesse avere ‘un peso potenzialmente insostenibile’ per i gestori.

Tar ha sostenuto che la previsione normativa abbia violato i canoni in maniera illogica, sopratutto per quanto riguarda la suddivisione della tassa basata sul numero degli apparecchi da gioco, invece che sul volume delle giocate. Secondo il tribunale ogni macchina da gioco ha la stessa potenzialità di redditto che invece dipende da molti fattori, tra cui il luogo, il tipo dell’apparecchio, il comune e la strada in cui è situata. Tutti questi fattori rendono il criterio scelto dal legislatore implausibile.

Inoltre, l’irragionevole ripartizione del versamento della tassa tra gli operatori può causare una modifica della libera concorrenza tra loro e favorire coloro che, grazie alla superiore redditività dei singoli apparecchi, sono in grado di pagare in proporzione al volume delle giocate un importo inferiore, affinché possano investire più risorse. Nel senso più ampio ciò favorirà i gestori di giochi pubblici diversi da quelli in questione.

All’udienza ala Corte Costituzionale parteciperanno alcuni dei principali operatori di giochi d’azzardo del nostro paese, tra cui SNAITECH, Codere, Lottomatica, Bpulus, così come i rappresentanti delle associazioni del settore, quale Servizi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative (SAPAR).

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