Il ‘Sì’ al referendum di Saint Vincent Resort & Casino salva 264 posti di lavoro

Si è concluso il referendum che si è tenuto presso Saint Vincent Resort & Casino tra il 5 e il 9 luglio, in ci i dipendenti hanno dovuto decidere se accettare il taglio dei propri stipendi e ferie come un’alternativa al licenziamento collettivo. La maggior parte dei lavoratori della casa da gioco valdostana e delle annesse strutture alberghiere ha detto il ‘Sì’ alle misure in termini di taglio di costi di lavoro previste dal piano di ristrutturazione e ha in pratica salvato 264 posti di lavoro.

Un totale di 414 dipendenti hanno esercitato il loro diritto al voto, che è circa il 64,5% di tutti i 643 lavoratori aventi tale diritto. Questo dato è inferiore al quorum di 322 lavoratori necessario per la validità del referendum. Nello specifico, si tratta di 332 dipendenti del casinò e 82 lavoratori nelle sue strutture alberghiere. Ci sono stati 335 voti favorevoli, cioè l’80,9% di tutti e 66 contrari, grazie ai quali è stato approvato l’ipotesi di accordo della società alternativo al licenziamento collettivo.

Da questo punto in poi, l’azienda si impegna di sospendere l’aumento delle retribuzioni individuali fino a quando sarà raggiunto il riequilibrio del bilancio. A tal scopo verrà utilizzato ogni strumento consentito dalle nostre leggi.

Secondo le stime di La Stampa Aosta, pubblicati all’inizio del mese, attualmente ci sono 509 lavoratori attivi al casinò, di cui 19 ricevono stipendi lordi di oltre 100.000€ all’anno e gli stipendi di altri 243 dipendenti costano all’azienda circa 70.000€ all’anno. Altri 228 guadagnano tra 50.000€ e 70.000€ e 19 dipendenti ricevono tra 30.000€ e 50.000€.

Una riduzione degli stipendi mensile lorda per una quota fissa sarà applicata per gli impiegati tecnici – per i lavoratori ai reparti francesi da 320€ al mese per i secondi livello a 90€ per il settimo, per i dipendenti dei reparti americani da 448€ e per i secondi livelli a 117€ per i settimi, per il reparto Craps, la riduzione sarà da 640€ per i secondi livelli a 117€ per i settimi e per il reparto Trente et Quarante da 490€ per i secondi livelli a 117€ per i settimi.

Tutte le parti interessati dovranno incontrarsi di nuovo entro la fine del 2018 per verificare la performance della casa da gioco.

Claudio Albertinelli del SAVT ha detto che i dipendenti si sono dimostrati responsabili e che non hanno votato con massima serenità, ma sono piuttosto stati condizionati da una procedura che non hanno voluto togliere.

In effetti, la decisione sul referendum ha suscitato una certa tensione tra l’azienda e i dipendenti, che sono rimasti arrabbiati del fatto che sono stati messi in una situazione così difficile. In un’assemblea generale dei dipendenti, hanno espresso la propria delusione dalla società che ha scaricato la responsabilità invece di trovare qualche soluzione.

Secondo i vertici del casinò il voto dei dipendenti è un segnale di fiducia. L’amministratore unico Giulio Di Matteo ha detto che negli ultimi tre mesi si è creato uno spirito costruttivo che può dare una spinta al piano di ristrutturazione della casa da gioco. Il dirigente ha aggiunto che questo segnale gli responsabilizza e gli fa capire che sono nella direzione giusta, comunica GiocoNews.

Notizie correlate

CasinoNewsDaily è un supporto mediatico che mira a fornire notizie quotidiane dal settore del casinò e guide di gioco dettagliate. Le nostre guide trattano i giochi della roulette, blackjack, slot e video poker.

Comments are closed.

Share This:
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on Facebook
Facebook
Share on LinkedIn
Linkedin
Share on Reddit
Reddit