Consiglio degli Stati della Svizzera respinge l’esonero dal pagamento delle imposte sulle vincite dal gioco d’azzardo

Lunedì pomeriggio è iniziata la sessione delle Camere federali della Svizzera, in cui tra gli altri temi è stata discussa anche la riforma dei giochi d’azzardo. A questo proposito il Consiglio degli Stati si è pronunciato contro la proposta del Consiglio Nazionale di esentare dalle impostazioni fiscali le vincite derivanti da lotterie, giochi e scommesse sportive. Va ricordato che i casinò tradizionali nel paese sono già esentati da un tale obbligo.

Con 30 voti contro 12 la Camera dei Cantoni ha respinto la proposta, confermando che l’esonero dal pagamento delle imposte sarà valido solo per le vincite inferiori a 1 milione di franchi. Il documento sarà quindi ritornato alla Camera del popolo.

La misura proposta dal Consiglio Nazionale ha puntato di favorire i gestori di sale da giochi locali e affrontare la concorrenza estera. Tuttavia, l’esenzione alle imposte avrebbe comportato sulla riduzione delle entrate da gioco di 120 milioni di franchi.

Il Consiglio degli Stati ha respinto inoltre la proposta per la riduzione della tassazione fiscale delle piccole sale da gioco di classe B con un incasso sotto i 5 milioni. È stata, invece, approvata una misura a favore dei casinò in difficoltà finanziaria che sono dipendenti dalle attività turistiche. Queste case da gioco sono ora in grado di chiudere i propri settori di giochi da tavolo per 270 giorni e non solo per 60 giorni, come avviene attualmente.

Il Senato ha votato contro la proposta di compensare i telecom per il blocco dei siti esteri non autorizzati. Una tale misura è stata approvata dal Consiglio Nazionale e dal Senato all’inizio dell’anno. Il divieto all’accesso ai siti di gioco stranieri si è presentato come una risposta alla situazione finanziaria delle case da gioco locali che si sentivano minacciate dalla concorrenza dei casinò internazionali.

Tuttavia, un gruppo che ha rappresentato i fornitori di servizi di telecomunicazione svizzeri si è opposto al blocco. Suisse Digitale ha sostenuto che ne avrebbero sorto costi aggiuntivi per gli operatori di gioco svizzeri. Inoltre, secondo i telecom il divieto avrebbe potuto avere un impatto negativo sulla qualità del servizio della rete e sui diversi settori dell’industria. Per di più, una tale misura si è dimostrata di essere poco efficace in altre giurisdizioni, in quanto esistono diversi altri modi di accedere ai siti proibiti.

Oltre al blocco degli indirizzi IP stranieri, il nuovo progetto di legge prevede provvedimenti contro la dipendenza dal gioco, tra cui anche l’introduzione di una tassa, che è stata comunque respinta.

In Svizzera operano 21 case da gioco che nel corso del 2016 hanno generato ricavi lordi da gioco di 689 milioni di franchi, in aumento dell’1,2% su base annua, comunica Jamma. In effetti 12 dei casinò hanno visto un incremento del fatturato, mentre 9 hanno subito un lieve calo delle entrate. Le imposte AVS e cantonali dai casinò locali sono stati pari a 323 milioni di franchi.

Nonostante la crescita, il mercato del gioco d’azzardo locale è stato minacciato dalla continua tendenza di migrazione verso i casinò online o i casinò stranieri e i club illegali. Per essere più precisi, secondo le stime riferite dal portale, le case da gioco svizzere perdono circa 250 milioni di euro dalla migrazione all’estero. Circa100 milioni di franchi vengono giocati nei paesi confinanti alla Svizzera e 150 milioni di franchi vengono puntati nei club illegali.

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