Circa 300 lavoratori chiedono il rilascio di Francesco Corallo

Ieri presso l’aula di Giustizia del tribunale di Saint Maarten si è tenuta la prima udienza in occasione della richiesta di estradizione dall’Italia dell’imprenditore internazionale di slot machine e fondatore della società di gioco Global Starnet Francesco Corallo. A questo proposito circa 300 dipendenti hanno manifestato all’ingresso della corte.

I lavoratori hanno richiesto il rilascio del socio del loro datore di lavoro, accusato per il reato di peculato, per salvaguardare la propria occupazione. Inoltre, i termini per l’estradizione possono essere stimati in dodici mesi, secondo le procedure giudiziarie del Protettorto Olandese.

Signor Corallo è stato arrestato nel mese di dicembre del 2016 dalla polizia olandese di Saint Maarten, dove possiede tre case da gioco. L’imprenditore catanese è stato inquisito come capo di un’organizzazione criminale che è specializzata nel riciclaggio di denaro sottratto dal fisco e altri reati dalla Procura di Roma.

In effetti, la sua società Atlantis-Bplus, che ha recentemente cambiato la sua denominazione a Global Starnet, ha dovuto contribuire al bilancio dello Stato italiano oltre 250 milioni di euro di tasse sui profitti dalle slot e VLT. Secondo le indagini internazionali dello Scico e della Guardia di Finanza i fondi sono usciti dai confini del nostro paese e sono stati occultati in società offshore. Corallo è stato accusato di aver commesso una serie di reati di peculato, riclaggio e evasione delle imposte attraverso l’associazione delinquente.

Alla fine di marzo, l’Agenzie delle Dogane e dei Monopoli ha annunciato di aver avviato una procedura per la decadenza della concessione per la gestione di apparecchi da intrattenimento di Global Starnet, facendo riferimento a una legge secondo cui non è consentito il rinnovo delle licenze di gioco a soggetti, il cui titolare o direttore è condannato o imputato per i delitti previsti dal decreto.

Nel 2004 Global Starnet ha ottenuto la sua concessione in una gara, dopo aver soddisfatto tutti i requisiti, compresi gli accertamenti antimafia dei propri soci. Nel 2011 il regolatore ha inviato una procedura di decadenza della licenza, che è stata annullata dal Consiglio di Stato. In questo modo è stata riconosciuta l’efficacia delle concessione della società.

Ecco perché, in risposta alla decisione di ADM di avviare nuovamente una procedura di decadenza a marzo 2017, Global Starnet ha diffuso una nota in cui ha espresso la propria intenzione di fare ricorso alle istituzioni competenti, chiedendo il riconoscimento dei propri diritti. L’azienda ha inoltre confermato che non avrebbe interrotto le sue attivitià e ha sottolineato che ci sono 300 lavoratori che rischiano di perdere il proprio lavoro. In effetti, si tratta di 170 dipendenti a diretta dipendenza dalla società e altri 90-100 che operano nell’indotto.

Nel mese di aprile, i lavoratori della società e i sindacati hanno inviato una lettera all’ADM, al Prefetto di Roma e all’ANAC per chiedere risposte circa il futuro dell’operatore. I lavoratori hanno proclamato lo stato di agitazione e si sono dimostrati di essere disposti ad avviare ulteriori iniziative di protesta.

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