La Giunta di Venezia approva la ricapitalizzazione del Casinò di Venezia

La Giunta di Venezia ha approvato l’aumento del capitale sociale di Cmv S.p.A. per poter procedere con la ricapitalizzazione di Casinò di Venezia Gioco S.p.A. e con l’attuazione del Piano di ristrutturazione del Casinò di Venezia. La delibera dovrebbe ora essere votata dal Consiglio comunale.

Secondo quanto comunicato da GiocoNews, la Giunta comunale di Venezia ha accettato l’incremento del capitale sociale di Cmv S.p.A. dell’importo massimo di 7 milioni di euro, che dovrebbero essere erogati in tranches entro il 31 dicembre 2018. Il primo tale tranche di 2,75 milioni di euro sarà versato immediatamente per la ricapitalizzazione del Casinò di Venezia e successivamente verranno trasferiti altri 4,25 milioni di euro per la creazione di nuove aree da gioco a Ca’ Noghera.

Nel mese di febbraio, Luigi Brugnaro e Michele Zuin hanno presentato ai sindacati un piano industriale, detto ‘Piano di azione’ per la ristrutturazione della casa da gioco veneziana, che si trova in una profonda crisi finanziaria. Allora è stato riferito che il piano doveva essere esaminato entro 40 giorni e doveva essere applicato entro il 30 giugno 2017.

Le leggi italiane non consentivano ulteriori ricapitalizzazioni della società fino all’entrata in vigore del cosiddetto ‘Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica’. Si tratta di una normativa che consente agli enti pubblici di avviare un piano di ricapitalizzazione solo se accompagnato da un piano di ristrutturazione.

Il ‘Piano di azione’ approvato prevede numerose misure relative alla ripresa della casa da gioco veneziana, tra cui la maggiore flessibilità operativa, nuovi orari di apertura, revisione degli accordi sindacali e del sistema premiale, così come la ridefinizione delle soglie minime e delle modalità distributive, un ampliamento dell’offerta e l’incremento delle attività di gioco a Ca’ Noghera. In effetti, il piano di ristrutturazione prevede la revisione delle spese per i servizi di ospitalità e gli investimenti di circa 6 milioni di euro nella sede di Ca’ Noghera.

Presso la casa da gioco lavorano più di 530 dipendenti, un terzo dei quali posizionati a Ca’ Vendramin e il resto a Ca’ Noghera. Logicamente, la maggior parte del costi di lavoro del personale pari a 41 milioni di euro in totale, sono generati dalla sede a Ca’ Noghera (27,6 milioni di euro).

Per la ripresa del casinò, il Comune ha chiesto un taglio dei costi di gestione di 5,8 milioni di euro per i prossimi 3 anni, tuttavia i sindacati hanno presentato un piano che prevede tagli da 2,8 milioni di euro.

Una delle ipotesi previsti dal piano per la riduzione dei costi è la chiusura della sede a Ca’ Vendramin dal 1 gennaio 2018 che porterà a ricadute in termini organizzativi e a circa 150 esuberi. L’altra ipotesi prevede il mantenimento delle due sedi, con certi sacrifici.

A questo proposito, signor Zuin ha proposto una singola sala unificata al terzo piano della sede a Ca’ Vendramin. In tal modo, il resto del palazzo rimarrà aperto per i cittadini e sarà possibile l’organizzazione di più eventi speciali. Un’altra proposta è stata quella di assumere personale cinese visto che una gran parte della clientela proviene dall’Estremo Oriente.

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