888 Holdings considera alternative alla Gibilterra per la sua sede centrale

Ultimamente si è sentito parlare molto del potenziale effetto del Brexit sulle società di gioco con sede centrale in Gibilterra. Nello specifico, nei media internazionali è stata diffusa la notizia che 888 Holdings sta attualmente valutando alternative al territorio britannico oltremare che potrebbe essere influenzato negativamente dal Brexit.

Nella sua relazione finanziaria per il 2016, pubblicata nella seconda metà di marzo, la società ha esaminato il rischio del Brexit, dicendo che lo status di Gibiltera è poco chiaro e se il gruppo continua ad essere registrato, autorizzato e operante nell’isola in queste condizioni, la sua capacità di affidarsi alla libertà nella fornitura di servizi garantita dall’UE sarà probabilmente limitata. Per di più, l’operatore rischia di perdere le sue licenze in alcune giurisdizioni europee.

Dall’altra parte l’Amministratore Delegato di 888 Holdings, Itai Frieberger ha sottolineato che l’espansione nei mercati regolamentati rappresenta una parte fondamentale della loro strategia di crescita.

Dato tutto questo, 888 holdings sarà costretto di riconsiderare l’opportunità di continuare a svolgere le sue attività in Gibilterra. In aggiunta, l’operatore ha concluso l’analisi del rischio del Brexit, dicendo che la Malta può essere considerata come una giurisdizione alternativa per la sua piattaforma ‘.com’.

Quali sono le principali preoccupazioni relative al Brexit?

Ci sono preoccupazioni che l’uscita del Regno Unito dall’UE avrà un impatto sull’economia e sull’industria di Gibilterra in generale. Se il Regno Unito esce, anche il suo territorio d’oltremare dovrà fare lo stesso. Ciò porterà alla chiusura della confine con la Spagna e in questo modo sarà impedita la circolazione libera di persone. Potrà essere cambiata la posizione unica di mercato del Regno Unito e del suo territorio e ciò comporterà implicazioni per gli operatori di gioco.

La Gibilterra è una giurisdizione preferita dagli operatori di gioco d’azzardo. Da una parte questo è dovuto al fatto che appartiene all’Unione Europea e dall’altra parte il paese è diventato attraente grazie alle basse imposte societarie dell’1%.

Oltre ad essere un hub di gioco d’azzardo, la Gibilterra ha lo status di un importante centro finanziario offshore, e quindi decidere il suo destino il dopo il Brexit sarà una delle questioni più difficili da risolvere, soprattutto in considerazione del fatto che la Spagna probabilmente cercherà di interferire.

Il Brexit influenzerà nono solo il business di 888 Holdings, ma anche le attività di altre società di gioco operanti sul territorio britannico d’oltremare, tra cui GVC Holdings che gestisce i marchi bwin, partypoker e Sportingbet, così come BetVictor e 32Red che hanno sedi centrali ubicati sull’isola.

Il regime fiscale

Nel mese di gennaio del 2017 è stato annunciato che Gibraltar Betting and Gaming Association (GBGA) ha subito un colpo dal dipartimento responsabile per la riscossione delle imposte del Regno Unito HM Revenue and Customs, in relazione a un conflitto di due anni sull’imposta sul punto di consumo.

Un avvocato generale presso la Corte di giustizia dell’Unione Europea ha detto che la Gibilterra e il Regno Unito dovrebbero essere considerati un unico Stato membro dell’Unione Europea. Si tratta di un parere con impatto negativo sull’affermazione di GBGA che l’imposta sul punto di consumo (PoC) viola l’articolo 56 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE). L’articolo in questione impedisce ai paesi dall’UE di introdurre restrizioni che potrebbero ostacolare la libera circolazione di beni e servizi all’interno dei confini dell’Unione.

Il GBGA e il governo di Gibilterra hanno cercato di convincere i giudici che, l’isola, quale un territorio separato, dovrebbe avere la libertà di fornire servizi e di essere trattata equamente. Per di più, questa libertà si estende nel suo rapporto con il Regno Unito.

GBGA ha presentato una dichiarazione esprimendo il proprio disappunto e attende una sentenza della Corte di giustizia dell’UE.

La Gran Bretagna sostiene Gibilterra nei trattativi con l’UE

All’inizio di aprile, l’UE ha consentito alla Spagna di potersi pronunciare sulle future relazioni di Gibilterra con il blocco, una volta che l’uscita del Regno Unito viene attivata. In altre parole, il paese della penisola iberica è stato dato il diritto di veto a qualsiasi decisione relativa al territorio britannico d’oltremare.

A questo proposito, il Ministro degli Esteri Boris Johnson ha detto ai media che la Gran Bretagna sosterrà il suo territorio d’oltremare durante i prossimi negoziati sul Brexit con l’Unione Europea.

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