Global Starnet fa ricorso presso le istituzioni competenti contro la decadenza dalla concessione

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pubblicato oggi una comunicazione relativa alla sua decisione di avviare una procedura di decadenza dalla concessione per la gestione della rete di apparecchi da gioco di GLOBAL STARNET Srl, già BPLUS GIOCOLEGALE LIMITED Srl.

L’autorità fa riferimento a una normativa, secondo la quale non è consentita la partecipazione a gare ad evidenza pubblica o il rinnovo di concessioni di gioco d’azzardo a soggetti, il cui titolare o direttore generale risulti condannato (anche con sentenza non definitiva) o imputato per qualsiasi dei delitti previsti da art. 2 e 3 del decreto legislativo del 10 marzo 2000. In aggiunta, il divieto incide sui soggetti che partecipano in misura superiore al 2% del capitale della società.

Il procedimento è stato avviato il 13 dicembre 2016 dopo che l’imprenditore catanese e socio nella società Francesco Corallo, è stato arrestato dalla polizia olandese in Saint Marteen. Il ‘re delle slot’ è stato successivamente inquisito dalla Procura di Roma come capo di un’organizzazione criminale specializzata nel riciclaggio e altri reati. Nello specifico, si tratta di 250 milioni di euro di tasse da slot e VLT sottratti al fisco, che dovrebbero essere garantiti allo Stato dal gruppo proprietà di Corallo – Atlantis-Bplus. Il denaro era uscito dai confini dell’Italia ed era nascosto in una rete di società offshore sotto la gestione di collaboratori di Corallo.

Oggi nei media è stata diffusa una nota di Global Starnet (Bplus) in risposta alla decisione dell’ADM, in cui la società esprime la sua intenzione di fare ricorso presso le istituzioni competenti per il riconoscimento dei suoi diritti. La società conferma che nel frattempo le sue attività non saranno interrotte e continueranno il proprio funzionamento.

Global Starnet è titolare di una concessione dall’AAMS dal 2004, ottenuta in una gara, in cui la società si è dimostrata di essere conforme a tutti i requisiti, compresi gli accertamenti antimafia dei soci. Cinque anni dopo, ha ottenuto diritti fino al massimo previsto dalle normative italiane dietro il pagamento di 180 milioni di euro.

La società ricorda che l’ADM ha deciso di avviare una procedura di decadenza dalla concessione nel 2011, che però è stata annullata dal Conisglio di Stato, che in questo modo ha riconosciuto l’efficacia della concessione per la gestione di apparecchi da gioco di Global Starnet. Inoltre, secondo quanto si legge nella nota, l’operatore ha sempre onorato gli impegni contrattuali e ha contribuito al bilancio dello Stato con oltre 1 miliardo di euro di Preu all’anno. È stato messo in rilievo anche il fatto, che 300 famiglie sono in pericolo di perdere i propri posti di lavoro presso la società.

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