Giulio Di Matteo è il nuovo amministratore unico del Saint-Vincent Resort & Casinò

Venerdì a una conferenza stampa a palazzo regionale è stato annunciato il nome del nuovo amministratore unico del Saint-Vincent Resort & Casinò – l’avvocato milanese Giulio Di Matteo. In questo modo è decaduta l’ipotesi di un eventuale Consiglio di Amministrazione composto da Di Matteo, Maila Pietrangeli e Corrado Ferriani. Negli ultimi giorni è stata diffusa la notizia che quest’ultimo, insieme a Guido Zampieri e Mario Ronc, sono indagati dalla Procura di Aosta per una truffa e falso in bilancio.

Giulio Di Matteo è un esperta di diritto societario che dal 2012 al 2014 è stato Presidente del Casinò Campione d’Italia. Il nuovo dirigente della casa da gioco valdostana sostituirà l’ex amministratore unico, l’avvocato Lorenzo Sommo, e dovrà presentare un piano di risanamento e ristrutturazione aziendale entro il 10 maggio 2017.

Secondo il presidente della Regione, Pierluigi Marquis, Giulio Di Matteo è ‘l’uomo giusto al posto giusto’ che dovrà far fronte a gravi problemi aziendali per la risoluzione dei quali bisogna adottare un nuovo modello e approccio. Il nuovo amministratore unico dovrebbe affrontare le seguenti questioni: evitare il rientro di ‘esodati’, risolvere la situazione con il licenziamento collettivo di 264 dipendenti e ridurre il deficit in bilancio.

Di Matteo ha commentato che accetta l’incarico ‘con un grande attaccamento alle istituzioni’. Il dirigente ha inoltre aggiunto che avrebbero rispettato il termine per la presentazione in tempi brevi del piano di ristrutturazione.

La crisi della casa da gioco valdostana

Il Casino de la Vallée esiste dal 1947 ed è di fondamentale importanza economica per la regione Valle d’Aosta. La casa da gioco ha subito una notevole flessione dei ricavi negli ultimi anni, a causa del numero inferiore dei visitatori. Nel 2008 120 milioni di euro di finanziamenti pubblici sono stati spesi per la ristrutturazione del Casinò che si è trasformato nel resort Saint-Vincent Resort & Casino. Tuttavia, il numero degli ingressi non è cresciuto come previsto dal progetto.

Nell’ultimo bilancio del 2015, la casa da gioco ha riportato una perdita di 18,5 milioni di euro, una cifra che con tutta probabilità sarà superata nella relazione del 2016. A settembre, è stato annunciato che la perdita del casinò per i primi nove mesi dell’anno ha raggiunto quasi 38,4 milioni di euro – due volte più grande rispetto a quello dell’anno precedente.

In cerca di una risoluzione ai problemi finanziari della casa da gioco, il 18 febbraio 2017, è stato annunciato che l’assemblea dei soci del casinò ha approvato la riduzione del capitale sociale da 120 a 56 milioni di euro, applicando i provvedimenti dell’articolo 2446 del codice civile.

In aggiunta, il 20 febbraio a un incontro con i sindacati è stato comunicato che nell’ambito di un piano di ristturazione era previsto il licenziamento collettivo di 264 dipendenti, ai sensi della Legge 223 del 1991, a partire da maggio. L’annuncio sul taglio del personale ha causato le proteste dei dipendenti e il presidente della Regione ha chiesto il finanziamento per evitare gli esuberi. Tuttavia, l’uso di fondi pubblici non è stato approvato dall’opposizione e della maggioranza in quanto non è ritenuto una soluzione definitiva al problema.

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