Il workshop organizzato da Codere tratta il tema della legalità del gioco d’azzardo

Ieri presso la Sala Nomisma del Palazzo Davia Bargellini a Bologna si è tenuto il workshop ‘In nome della legalità 2.0’ su iniziativa dell’operatore di gioco d’azzardo spagnolo Codere. La società, che si è impegnata fortemente nel contrasto all’illegalità, ha organizzato l’evento che ha trattato il fenomeno del gioco d’azzardo in Emilia Romagna in seguito all’approvazione del Testo Unico Regionale e gli interventi di controllo effettuati dalle istituzioni.

L’operatore spagnolo che è quotato alla Borsa di Spagna opera in otto paesi in Europa e America Latina. Ha una vasta rete fisica e gestisce più di 50.000 terminali e 182 sale da gioco, così come 1.822 centri scommesse. Oltre alle attività terrestri, la società offre i suoi prodotti online su desktop e mobile. È entrata nel mercato di gioco italiano nel 2000 quando ha iniziato le sue attività di bingo. Più tardi ha lanciato anche la sua divisione AWP.

Nel 2006 ha acquisito la Rete Franco Italia ed è diventata Concessionario di Stato. Da quel momento la società è stata in grado di controllare la rete di gestione del gioco lecito tramite gli apparecchi da gioco ed è stato istituito Codere Network, il membro fondatore dell’Associazione Concessionari Apparecchi da Intrattenimento.

Come già menzionato la società si è fortemente impegnata al contrasto del gioco illegale e ha avviato varie iniziative a tal proposito. Ha gestito il progetto ‘Gioco responsabile’ e ha organizzato il workshop ‘Nel nome della legalità’ per promuovere la legalità e la sicurezza del gioco. In aggiunta, nel mese di settembre la società ha introdotto la piattaforma per la formazione degli operatori di gioco ‘Codere Training’.

Al workshop sono stati presentati i dati relativi al volume di gioco sul territorio dell’Italia e in Emilia Romagna nel 2015 nonché informazioni sugli interventi effettuati da parte delle istituzioni nella loro lotta contro il gioco illegale.

Secondo quanto riportato da ADM, la raccolta da gioco d’azzardo nazionale è stata pari a 88 miliardi di euro, di cui 5,994 miliardi sono stati contribuiti dall’Emilia Romagna. Il ritorno in vincite in Italia è stato pari a 71 miliardi di euro, di cui 14,679 miliardi sono stati generati nella regione centro-settentrionale.

Sul territorio italiano sono stati installati 418.2015 macchine slot e 52.349 apparecchi VLT in 88.170 punti di gioco. Di questi in Emilia Romagna sono stati ubicati 34.246 macchine slot e 5.206 apparecchi VLT in 6.931 punti.

Nella lotta delle istituzioni contro l’illegalità del gioco nel corso del 2015 sono stati effettuati diversi controlli e verifiche. In Italia sono stati controllati 32.015 esercizi, di cui 1.950 in Emilia Romagna dalle forze dell’ordine. Sul territorio nazionale sono stati riscontrati 658 violazioni penali, di cui 14 nella regione in rassegna.

Il numero dei controlli effettuati dalla Guardia di Finanza è stato diminuito notevolmente negli ultimi tre anni. Da oltre 9000 controlli nel 2014 a sono stati effettuati circa 4000 nei primi 10 mesi del 2016 grazie agli strumenti tecnologici e la presenza di banche dati.

Nei primi 10 mesi del 2016 in Italia sono stati segnalati 788 punti clandestini rispetto ai 3.116 del 2014. Nel 2015 in Emilia Romagna sono stati effettuati 218 controlli, di cui 184 sono risultati regolari e nei primi 8 mesi sono stati registrati 185 interventi, 145 dei quali sono rivelati regolari.

Secondo quanto riportato da ADM, a livello nazionale, sono stati inibiti 5.708 siti web dal 2006 al 2015, di cui ben 504 siti sono stati bloccati nel 2015.

Prof.ssa Elisabetta Poluzzi dall’Università di Bologna ha trattato il tema del gioco d’azzardo tra i minori. Secondo i dati di un’indagine svolta da UNIBO e da Nomisma, oltre il 50% degli adolescenti italiani spendono soldi nel gioco ( il 10% sono giocatori abituali) e in Emilia Romagna questo percentuale è pari al 43% (il 5% sono abituali). La maggior parte dei giovani giocatori scommettono offline, il 6% online e il resto giocano sia offline che online.

Secondo Alejandro Pascual Gonzalez, l’amministratore delegato di Codere Italia, l’approvazione del Testo Unico Regionale in Emilia Romagna è stato un grande passo avanti per la promozione della cultura della legalità del gioco. L’amministratore ha aggiunto che è arrivato il tempo di trovare un accordo tra tutte le parti interessate. Lui ha espresso fiducia che la Conferenza Unificata porti a una chiarezza e a una normativa che aiuti alla soluzione dei problemi.

Matteo Iori, il Presidente del Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d’Azzardo ha detto che il gioco d’azzardo è un tema con diversi rischi di carattere sociale e personale. Secondo lui la riduzione di tali rischi potrà fare la differenza per tutte le parti coinvolte per poter limitare i danni del GAP.

Dott.ssa Fiorenza Maffei, Primo Dirigente della Polizia di Stato, ha segnalato che esiste una esigenza di sinergia tra gli Enti, le istituzioni e gli altri organismi interessati.

Secondo il Presidente dell’Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio Prof. Ranieri Razzante, che è anche docente di Legislazione antiriciclaggio presso l’Universita di Bologna, il problema della crescente criminalità nel settore è legato alla mancanza di una legislazione penale ‘di un coinvolgimento dei Big players’ che oltre ad essere considerati ‘produttori di illegalità’ potrebbero essere visti anche come collaboratori nella prevenzione.

La settimana scorsa è stata rinviata l’intesa sulla riorganizzazione del gioco pubblico in Italia. Secondo le ultime notizie, la Conferenza Unificata si terrà domani, il 24 novembre.

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