La chiusura del Casinò Campione d’Italia e le prime reazioni del Comune e dei sindacati

Dopo mesi di lotta, varie inchieste e perquisizioni, venerdì scorso il Tribunale di Como ha dichiarato il fallito di una delle quattro case da gioco italiane emblematiche, ovvero il Casinò Campione d’Italia. Ciò è successo solo due giorni dopo che il comissario straordinario di liquidazione Angela Pagano aveva rigettato di firmare l’accordo di ristrutturazione del casinò, presentato insieme al Comune. La crisi in Campione si è approfondita negli ultimi mesi e i suoi debiti hanno toccato 132 milioni di euro al 30 aprile 2018.

La settimana scorsa, l’amministratore unico della casa da gioco, Marco Ambrosini ha depositato una memoria al Tirbunale di Como, chiedendo il congelamento del fallimento fino all’udienza prevista per il settembre, tuttavia, la sua richiesta non è stata soddisfatta.

A seguito della decisione del Tribunale di Como di venerdì, sono stati nominati tre curatori fallimentari che sono stati incaricati con la gestione del Caasinò per conto della procedura di fallito. Questi avranno il compito di provedere all’inventario dei beni aziendali e di valutare le possibilità di riapertura della casa da gioco.

Il Casinò è stato chiuso e questa è stata una brutta notizia sia per i circa 600 dipendenti (100 impiegati del Comune e 492 lavoratori della casa da gioco), che per gli appassionati del poker dal vivo.

Come abbiamo menzionato in diverse occasioni, il Casinò di Campione è uno dei più grandi centri di poker del nostro paese e ospita numerosi eventi di livello nazionale ed internazionale. Con la sua chiusura risulta vago il futuro di questi emozionanti tornei di poker frequentati da giocatori italiani, svizzeri e da altri parti del mondo. Venerdì scorso, appena annunciata la decisione del Tribunale di Como, il Campione Poker Team che si occupa dell’organizzazione degli eventi di poker presso la casa da gioco, ha dovuto annullare l’edizione dell’Italian Poker Open che doveva partire il 30 luglio.

Il sindaco Samoiraghi e i sindacati affrontano la decisione

A proposito della decisione del Tribunale di Como, il sindaco di Campione d’Italia Roberto Samoiraghi ha dichiarato che il 1° agosto andrà a Roma per assistere a una riunione presso il ministero degli Interni, comunica GiocoNews. Secondo il primo cittadino di Campione, è inaccettabile lasciare senza lavoro 600 lavoratori della comunità campionese. Inoltre, ci sono 100 dipendenti del Comune che non hanno ricevuto i propri stipendi da 7 mesi.

Anche le Ooss hanno presto risposto alla notizia. Giovanni Fagone, dell’Slc Cgil ha detto a GiocoNews che hanno sollecitato gli interventi delle istituzioni (Mef, il ministero del Lavoro e il Viminale) e ha ribadito che ci sono da affrontare i problemi del sistema campionese e sopratutto quello relativo al risvolto occupazionale nel Comune e nel Casinò. Inoltre, secondo il sindacato servono soluzioni dal punto di vista finanziario.

Fagone ha aggiunto che hanno chiesto al giudice e ai tre curatori la riapertura del casinò e cercheranno di ottenere garanzie e stabilità occupazionale nei confronti di tutti i lavoratori. Per quanto riguarda gli stipendi dei lavoratori del casinò, il sindacato ha detto che è stata già accreditata la retribuzione per luglio, ma non è previsto il pagamento per la condizione di sospensiva delle attività lavorative, quindi dovranno incontrarsi con i curatori e ministeri per trattare il problema. Alla fine, Fagone ha detto che per il 1° agosto prevedono un presidio in cui parteciperanno anche i lavoratori. Chiedranno anche alle confederazioni di unirsi.

I sottosegretari della Lega Nicola Molteni e Stefano Candiani hanno espresso una grande preoccupazione e hanno detto che seguono con attenzione la vicenda. Tuttavia, secondo loro non ci sono soluzioni politiche a cui percorre quindi si devono attendere le verifiche dei magistrati che dovranno individuarne la via di uscita.

Il presidente di Federgioco, ovvero la federazione che rappresenta i quattro casinò italiani, Olmo Romeo ha espresso la solidarietà con i lavoratori e la comunità campionese per le gravi conseguenze dall’inaspettata chiusura della casa da gioco. L’organizzazione si è dimostrata aperta a agevolare eventuale dialogo o tavolo che porterà alla riapertura del Casinò.

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