La portavoce di Erika Stefani smentisce la notizia sul ritiro del disegno di legge che vieta il poker live nei circuiti privati

Il ministro Erika Stefani non ha ritirato il disegno di legge che vietava il poker dal vivo nei circoli privati, come è stato precedentemente annunciato su Assopoker. Ieri su un altro portale di notizie legate al settore del poker è emerso che il portavoce di Stefani aveva smentito l’informazione sul ritiro del DL sulla regolamentazione del gioco d’azzardo e del poker live, in particolare.

La settimana scorsa, abbiamo riportato che il ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie Erika Stefani, aveva ritirato la proposta normativa che, tra le altre cose, prevedeva l’esclusione del poker live dai circoli privati.

La notizia è stata difusa dal portale specializzato Assopoker, che seguiva la questione da vicino sin dal mese di maggio quando la Lega ha presentato in Senato la bozza di legge che puntava a definire le misure legate al contrasto all’azzardopatia e alla razionalizzazione della rete fisica in cui viene offerte il gioco. Una delle misure del disegno di legge è stato il divieto dell’esercizio di poker con vincita in denaro nei circoli privati.

La senatrice Stefani era la prima firmataria del DL e ha detto in un’intervista al suddetto portale che avrebbe lavorato per la rimozione del divieto, sostenendo che la questione del poker live era complessa e che non era possibile regolamentarlo con una comma. In aggiunta, Stefani ha dichiarato che avrebbe fatto in modo per eliminare il testo che trattava il poker, promettendo che il suo partito avrebbe trattato la questione in modo più approfondito.

Ora, due mesi dopo le promesse, risulta che la politica non abbia ritirato la proposta normativa che doveva regolamentare il gioco e il poker. I provvedimenti, tra cui la rimozione del poker dei circoli privati previsto dal comma 2, articolo 6, è restato quindi in essere.

Infatti, qualche giorno fa, Stefani ha smentito la notizia del ritiro del DL, attraverso la sua portavoche, sottolineando ‘come non sia stato mai ritirato alcun disegno di legge‘, comunica PokerItaliaWeb.

La crisi nel Casinò Campione d’Italia

Mentre il Decreto Dignità è ancora in esame, non è ancora chiaro se lo stesso toccherà anche i circoli di poker dal vivo. La situazione del poker live nel nostro paese risulta sempre più complessa dopo che alcuno dei principali centri rischia il fallimento.

La casa da gioco italiana ospitante alcuni dei più importanti tornei europei, ovvero Casinò Campione d’Italia è in uno stato di profonda crisi. Martedì scorso, Angela Pagano, commissario straordinario di liquidazione del Comune, ha deliberato di non firmare ‘l’accordo di ristrutturazione debiti ex art. 182-bis legge fallimentare’.

In questo modo, tale accordo non potrà essere presentato al Tribunale di Como che dovrebbe pronunciarsi sull’istanza di fallimento presentata dalla Procura qualche mese fa. Resta quindi concreto il rischio di bancarotta della casa da gioco. Il termine per la finalizzazione dell’accordo è scaduto ieri 25 luglio e non può essere prorogato ulteriormente.

Circa 600 persone, 100 impiegati del Comune e 492 dipendenti del casinò, ora rischiano di perdere il proprio posto di lavoro. Rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dal viceprefetto Giuliana Longhi che ha spiegato ai lavoratori che la situazione era costantemente monitorata.

Il Casinò di Campione è stato sede ospite di grandi eventi di poker come Italian Poker Open, Only The Barracudas, WSOP Circuit, Poker Masters at Work National, Red Shark, 44Zero e altri. Non è ancora chiaro quale sarà il futuro di questi tornei.

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