Marco Ambrosini si dimette da Amministratore Unico del Casinò Campione d’Italia

Lo scorso venerdì pomeriggio, Marco Ambrosini si è dimesso da Amministratore Unico del Casinò Campione d’Italia. Ciò è successo a un incontro con le organizzazioni sindacali, convocato da lui stesso, in cui il dirigente ha presentato il piano di ristrutturazione della casa da gioco che, come risulta, sarà eseguito in sua assenza. Con la sua dimissione, la proprietà dovrà ora nominare un nuovo vertice a guidare il casinò.

Ing. Marco Ambrosini è stato nominato Amministratore Unico del Casinò Campione d’Italia a un’assemblea del Comune tenuta il 28 giugno 2018, oppure proprio un anno fa. All’inizio del mese, i cittadini dell’enclave avevano eletto Roberto Salmoiraghi come sindaco di Campione d’Italia per il suo terzo mandato. Dopo la sua elezione, il primo cittadino si è impegnato a risolvere la difficile situazione in cui si trovava la casa da gioco.

Solo 10 giorni prima, Massimo Ferracin, avv. Margherita Romano e dott.ssa Paola Bezzola, scelte da Paola Mangili Piccaluga, avevano presentato le loro dimissioni come componenti del Consiglio di amministrazione del casinò. Carlo Pagan ha mantenuto la sua posizione di amministratore delegato e direttore generale della casa da gioco nei giorni successivi, in quanto il suo mandato scadeva con l’approvazione del bilancio 2016 a fine giugno.

Con il suo arrivo al timone del Casinò Campione d’Italia, Ambrosini si è trovato di fronte alla necessità di elaborare un bilancio gravato da molti debiti e dalla crisi del gioco d’azzardo fisico. Amrbosini aveva infatti il difficile compito di presentare n piano di ripresa per consentire alla società di pagare i propri debiti e allo stesso tempo di fornire utili al Comune. Negli ultimi dodici mesi, la casa da gioco ha subito un calo dei ricavi, oltre all’indagine giudiziaria aperta lo scorso autunno dalla Procura di Como, che ha vhiesto il suo fallimento.

Le inchieste della Procura

Lo scorso mese, dopo un’operazione della Guardia di Finanza è stato reso noto che il Sindaco Samoiraghi e Marco Ambrosini, così come due funzionari della Banca Popolare di Sondorio, erano oggetti di un’indagine della Procura di Como, con le accuse di presunto reato di concorso in bancarotta preferenziale

La Procura ha ipotizzato che la casa da gioco avesse effettuato pagamenti preferenziali a favore della Banca e del Comune, a danno di altri creditori, tra cui l’erario. Dopo l’apertura della procedura di fallimento nel dicembre 2017, il casinò avrebbe ottenuto un allargamento delle linee di fido per 2,8 milioni di euro, di cui 300.000€ sono stati usati per depositare una parte del mutuo e i restanti fondi sono stati inviati al Comune, che ha pagato gli stipendi ai suoi dipendenti. Questi sono pagamenti sono stati ritenuti ‘preferenziali’ dalla Procura.

Lo scorso gennaio, è stato reso noto che il 1° gennaio 2019 presso Villa Mimosa sarebbe stato aperto il nuovo ‘Dragon Casinò’ destinato alla clientela cinese esclusivamente. Il gruppo austriaco NOVOMATIC, avrebbe gestito la casa da gioco e avrebbe finanziato la sua creazione con 6 milioni di franchi, avendo il diritto al 60% del gettito. In aggiunta, la Banca Popolare di Sondorio ha concesso il suddetto fido per la realizzazione del progetto.

La Procura ha chiesto il fallimento del Casinò di Campione e solo un mese dopo è stato reso noto che il fido era sotto inchiesta. La banca doveva fornire chiarimenti sui suoi motivi di concedere un credito alla casa da gioco in un momento quando la stessa aveva un debito di oltre 20 milioni di euro. Il finanziamento del secondo casinò avrebbe aumentato ulteriormente i debiti nei confronti del Comune. Intanto, a marzo è stato reso noto che il progetto sarebbe stato sospeso, dato che non c’erano le coperture opportune.

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