Termina il processo di riduzione delle slot machines del 34%

La riduzione delle slot prevista dalla Manovrina è stata ufficialmente conclusa ieri. Sono state dismesse 140.000 macchine e l’obiettivo dei 256.000 apparecchi è stato raggiunto. Vale a dire che in pratica, tutti i concessionari hanno rispettato il taglio del parco macchine, è quanto è emerso su vari media locali ieri.

Secondo una nota dell’ADM citata da Agipronews, il processo gestito dall’Agenzia sul territorio nazionale ha portato all’eliminazione di 140.000 apparecchi e ciò è successo in rispetto dei termini previsti dal decreto del MEF. Da 407.000 apparecchi AWP attivi in Italia al 1° gennaio 2017 il parco delle slot machines è stato ridotto del 34% a 259.130 macchine. Ci sono, comunque altre 7.209 slot ‘in magazzino’ che non raccolgono giocate, ma saranno dismesse, per un totale di 266.339 apparecchi.

Come previsto dalla legge, entro il 30 aprile 2018, il parco delle slot machines doveva essere tagliato da 407.323 macchine attive al 31 dicembre 2016 a 264.674. All’inizio del maggio scorso c’erano ancora 319.000 nulla osta attivi, tuttavia gli apparecchi fisicamente rimasti nei locali erano meno di 300.000, senza contare le slot ‘in magazzino’.

Inoltre, va ricordato che verso la fine di febbraio Tar Lazio ha sospeso la dismissione di più di 2.500 macchine acquisiti dall’operatore spagnolo Codere nel 2017. Solo pochi giorni dopo, il tribunale ha accolto un’ istanza contro il MEF, ADM e il Consiglio dei ministri anche da parte di Netwin Italia. Il concessionario richiedeva il congelamento della dismissione degli apparecchi da gioco acquisiti prima del 31 dicembre 2017. Di conseguenza Tar Lazio ha annullato il decreto di MEF del 25 luglio 2017 che sancita la dismissione dei NOE acquisiti prima di quella data. Codere è ancora in attesa di una sentenza da parte de tribunale amministrativo.

L’imminente giro di vite nei confronti del gioco d’azzardo

Uno dei principali punti nel programma del nuovo governo M5S-Lega è stato legato alla strategia d’uscita che punta all’eliminazione delle VLT e delle Slot dal mercato italiano. La nuova classe politica si è dimostrata avversa al gioco d’azzardo come un fenomeno che fa danno alla società e porta all’aumento dei casi di GAP. In una recente dichiarazione, il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha detto si lavorerà contro la proliferazione del gioco d’azzardo, tuttavia ha specificato che non vorrebberero ricorre alla sua eliminazione totale, perché finirà nelle mani dell’illegalità.

Il giro di vite contro il gioco d’azzardo è cominciato con la pubblicità, ma come sembra nonsi fermerà qui. A questo proposito, va ribadito che il Decreto Dignità che dovrebbe essere presentato in Consiglio nelle prossime ore, prevede il divieto totale sulle pubblicità e le sponsorizzazioni di gioco d’azzardo a partire dal 1° gennaio 2019. Sono previste anche le sanzioni per la violazione della norma che vanno da 50.000€ a 500.000€.

In cerca di una risposta alla domanda quanto esattamente è diffuso il gioco d’azzardo e qual è il suo impatto sulla società, abbiamo ritenuto opportuno ricordare che, in una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) condotta nel 2015 e 2016, è emerso che 1 persona su 2 dagli intervistati, ha giocato nell’ultimo anno. Circa il 15% dei giocatori ha mostrato un comportamento a basso rischio, il 4% a rischio moderato e l’1,6% di gioco problematico. Secondo gli intervistati, l’eliminazione delle slot dai bar e dai locali pubblici (51,8%) e il divieto delle pubblicità di gioco (34,3%) sono le misure di contrasto al GAP più effettivi.

Inoltre, le entrate dai giochi nell’anno precedente sono state ‘sostanzialmente stabili’, è emerso dal Rendiconto generale dello Stato della Corte dei Conti. Le entrate erariali da gioco sono stati pari a 10,2 miliardi di euro, rispetto ai 10,4 miliardi registrati nel 2016. La raccolta lorda da giochi è aumentata da 95,6 miliardi a 101,8 miliardi, 6 miliardi in più rispetto al 2016. Non ci sono comunque informazioni sulle entrate dalle slot e quale impatto ha avuto la loro riduzione. Tuttavia, dato che il settore del gioco online è sempre più crescente, molto probabilmente è in grado di compensare la perdita di entrate dal settore fisico.

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