Devis Zangara, arrestato nell’ambito dell’operazione ‘Game Over’, torna in libertà

L’architetto partinicese Devis Zangara, arrestato insieme ad altre 30 persone nell’ambito dell’operazione ‘Game Over’, condotta all’inizio dell’anno dalla Polizia di Stato, torna in libertà dopo che il Tribunale del Riesame ha accolto l’istanza di scarcerazione depositata dai suoi difensori.

Va ricordato che l’operazione ‘Game Over’ ha portato all’arresto di 31 soggetti indagati per riciclaggio, associazione criminale per la raccolta di scommesse, truffa ai danni dello Stato e trasferimenti fraudolenti. A seguito dell’indagine della Procura, è stato evidenziato l’interesse di Cosa Nostra alle agenzie di scommesse e agli apparecchi da gioco.

Uno dei personaggi chiave dell’inchiesta è stato Benedetto ‘Ninì’ Bacchi, imprenditore italiano che attraverso una rete di centri scommesse distribuiva profitti all’organizzazione mafiosa. I flussi di denaro provenienti dal sistema abusivo venivano ripuliti dal ‘re delle scommesse online’ che doveva trovare i canali per realizzarlo.

Solo due settimane fa, la Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di scarcerazione di Bacchi e del suo braccio destro Antonio Lo Baido e i due sono rimasti detenuti a Udine e Palermo. Verso la fine di febbraio sono stati liberati 4 persone indagate, mentre altri 3 erano già stati scarcerati. All’inizio di aprile la polizia Maltese ha catturato un altro imputato per cui il Tribunale di Palermo aveva disposto arresto domiciliari e che era riuscito a sfuggire dopo il suo arresto, recandosi a Malta.

Commentando la scarcerazione di Devis Zangara, gli avvocati Antonio Ingroia ed Antonio Maltese hanno detto che l’architetto ora potrà tornare a svolgere la sua attività lavorativi. I difensori sono riusciti a dimostrare la sua assoluta innocenza dopo mesi di duro lavoro e Zangara è risultato estraneo alle accuse nei suoi confronti. L’istanza di scarcerazione è stata prima rigettata dal Gip Antonella Consiglio, tuttavia, la richiesta degli avvocati è stata accolta dal Tribunale di Riesame che, oltre la liberazione, ha ordinato il dissequestro dei conti correnti e dell’azienda intestata all’architetto.

Altri due arresti e 4 milioni di euro sequestrati

Martedì 26 giugno, la Guardia di Finanza di Gallarate ha arrestato altri due autori di frode nell’ambito dell’operazione ‘Game Over’. A seguito di un’indagine approfondita che ha rivelato un’evasione fiscale di 20 milioni di euro, sono stati sequestrati beni immobili e mobili per circa 4 milioni di euro.

Nell’indagine sono state coinvolte 5 società con sede legale a Gallante operanti nell’area di Varese e Milano nel settore dei videogiochi e che gestivano centinaia di punti di vendita con lo stesso marchio, sparsi in tutta la penisola. Secondo quanto rivelato durante l’inchiesta, tra il 2015 e il 2017, le aziende hanno implementato una serie di condotte fraudolente, avvenute tramite emissione e annotazione di false fatturazioni, che hanno portato anche a procedure concorsuali.

Le Fiamme Gialle hanno effettuato verifiche fiscali, grazie ai quali sono stati recuprati oltre 20 milioni di euro di base imponibile e un’evasione di IVA di 2 milioni di euro, così come 200.000€ di ritenute operate e non vrsate.

I due arrestati sono indagati anche per bancarotta fraudolenta dopo aver distratto beni delle aziende in bancarotta, per circa 4 milioni, svuotando i magazzini dei negozi e offrendo “in nero” giochi e console, o costituendo nuove imprese utilizzate per la vendita sottocosto di videogiochi, anche tramite piattaforme di vendita online.

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