Tar Lazio conferma di nuovo la decadenza della concessione di Global Starnet

Dopo diversi mesi di attesa, ieri il Tar Lazio ha confermato la decadenza della concessione di Global Starnet. Il Collegio ha ritenuto che il concessionario sia tenuto a garantire la gestione aziendale regolare, trasparente e libera da influenze illecite e quindi non deve comportarsi in modo astratto per mettere in pericolo le ragioni fiscali. In questo caso la violazione di tali obblighi costituisce di per sé un motivo sufficiente a togliere la fiducia nel concessionario e richiedere la decadenza della sua licenza.

Dopo la delibera del Tar Lazio di ieri, non è escluso, comunque, che si arriva ala decisione di sospendere la procedura di decadenza per salvaguardare posti di lavoro e gettito erariale. Secondo quanto riporta Agipronews, molto probabilmente Global Starnet farà ricorso di fronte al Consiglio di Stato, mentre ADM e l’Avvocatura dello Stato si confronteranno per valutare la sentenza del Tar.

Il caso di Global Starnet

La vicenda risale al 27 marzo 2017 quanto l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha avviato la procedura di decadenza dell’operatore, basandosi si una legge che prevede l’applicazione della decadenza obbligatoria in relazione all’assunzione della qualità di imputato per il delitto del titolare della società e dell’ex procuratore della stabile organizzazione in Italia del concessionario.

Un’altra motivazione del provvedimento è l’esaurimento del rapporto fiduciario tra lo Stato e il concessionario, dovuto al verificarsi di situazioni anomale, irregolarità e inefficienze gestionali, atteggiamenti non corretti con le autorità fiscali, il mancato adempimento dell’obbligo di firmare l’atto integrativo del contratto della concessione.

Va ricordato che nel dicembre del 2016 la polizia olandese ha arrestato a Saint Marteen il socio di Global Starnet Francesco Corallo. ‘Il re delle slot’ era accusato di aver promosso un’organizzazione delinquente che si è occupata di riciclaggio sistematico con il sostegno di una rete di imprese off-shore.

I difensori di Global Starnet hanno presentato diversi ricorsi presso le istituzioni competenti fino a quando nel mese di giugno dello scorso anno il Tar Lazio ha confermato la decadenza della concessione. I legali si sono rivolti al Consiglio di Stato e il 21 settembre l’organo statale ha ordinato al Tar di fissare un’udienza per trattare la causa.

Il 29 settembre, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha deliberato che avrebbe aspettato la sentenza del tribunale prima di procedere con la procedura di decadenza. Intanto, la concessione dell’operatore è scaduta a fine settembre e non è stato quindi possibile rinnovarla. A questo proposito ADM ha consentito a Global Starnet di continuare a esercitare le sue attività, ma con certe restrizioni: la società non poteva presentare domande per la certificazione delle sale VLTe degli aparecchi AWP o per la verifica della conformità dei suoi sistemi di gioco.

Nel mese di dicembre, sono stati nominati gli Amministratori Giudiziari dal gip del Tribunale di Roma, che hanno presentato un’istanza contro alla decisione di ADM. Di conseguenza la società ha potuto riprendere le sue attività e presentare le suddette domande.

A febbraio il Tirbunale di Milano ha considerato nulli gli atti del procedimento penale a carico di Francesco Corallo. È stato trovato un vizio di forma originaria a causa del quale Corallo non aveva mai assunto lo status di imputato per l’accusa di associazione criminale.

Udienza preliminare sul caso Corallo, Fini e Tulliani

Ieri si è conclusa la prima parte dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Roma a proposito del procedimento nato dall’operazione ‘Rouge e Noir’ a seguito della quale sono stati imputati Francesco Corallo così come Gianfranco Fini, sua moglie Elisabetta Tulliani, così come il padre e il fratello di lei, Sergio e Gianfranco Tulliani. Lo scorso mese la giudice Elvira Tamburelli ha rinviato la sessione al 18 e al 25 giugno quando si aspettava di pronunciarsi se gli accusati in riciclaggio sarebbero andati in processo.

All’udienza sono state trattate diverse questioni preliminari ed è stata accolta la richiesta del Ministero dell’Economia e dell’ADM di formare una parte civile contro tutti gli imputati, e non solo contro Corallo. I difensori di Fini hanno sollevato alcune lamentele sull’indeterminatezza delle accuse contro l’ex presidente della Camera. È stato inoltre reso noto che le prossime udienze sono fissate per il 6 e il 16 luglio, quando si terrà la requisitoria del PM e le repliche dei difensori.

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