L’uomo arrestato per la rapina del Casinò di Campione resta in carcere

Lunedì scorso i carabinieri hanno arrestato un 53enne residente a Mendrisio, ma originario di Olgiate Comasco, che è stato considerato uno dei coinvolti nella rapina a mano armata avvenuta il 28 marzo al Casinò di Campione. L’uomo è stato ascoltato dal giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Como che ha disposto la custodia cautelare in carcere, comunica laRegione.

Secondo quando è stato inizialmente riportato, verso le 7 di mattina del 28 marzo 2018, nel Casinò di Campione è entrato un bandito che è poi uscito con un bottino di oltre mezzo milione di euro (756.000 CHF come è stato reso noto più tardi) . Nell’edificio ci sono tantissimi apparecchi di videosorveglianza grazie ai quali è stato possibile visionare il delinquente, il suo volto e corporatura.

L’uomo portava baffi finti e si è mosso con tanta facilità, ovviamente conoscendo bene i particolari della struttura. Quando è entrato nell’edificio, l’individuo si è confuso tra il personale e passando da un parcheggio sotterraneo ha utilizzato l’ascensore per salire al terzo piano e arrivare all’ufficio di cassa dove venivano contati i soldi. A quel tempo, nell’ufficio c’erano due impiegati. Il bandito ha picchiato uno di loro e poi con la pistola ha fatto consegnare il denaro, mettendolo in un zaino. Poi è uscito attraverso la porta di sicurezza, ha raggiunto il piano delle slot ed è scappato dalla casa da gioco con un’autovettura.

Più tardi dalle camere di videosorveglianza è emerso che nella rapina sono stati coinvolti due uomini, uno che è stato il rapinatore, un 40enne di Melide, ex dipendente del casino licenziato nel 2013 e un altro che era la ‘mente’ dell’operazione, ovvero l’uomo che è stato arrestato lunedì scorso.

Le telecamere hanno registrato i due protagonisti del colpo il 27 marzo al quinto piano dove si trova il parcheggio VIP, l’arrestato è uscito dall’ascensore nello stesso momento in cui è entrato il rapinatore. Nel corso delle interrogazioni, il 53enne ha sostenuto di non essersi accorto della persona che entrava nell’ascensore in quel momento.

Secondo quanto riportato da laRegione, l’uomo arrestato lunedì scorso è un ex dipendente del casinò che aveva lavorato nel reparto slot e giochi da tavolo. Proprio grazie alla buona conoscenza dell’impianto, l’individuo avrebbe aiutato l’altro uomo a entrare agevolmente nel casinò. Per di più, secondo il portale, si tratta di un ex consigliere comunale che dal 2007 e 2012 faceva parte del gruppo guidato dall’attuale sindaco di Campione Roberto Salmoiraghi.

Il fermato è stato accusato di concorso in rapina e può ottenere fino a 20 anni di reclusione per questo reato. Ieri mattina il 53enne intendeva partire per Zanzibar dove non è prevista l’estradizione. Le evidenze raccolte sono numerose e consentono di considerare l’uomo il ‘regista’ del colpo.

Durante le interrogazioni, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere, pertanto il giudice Carlo Cecchetti ha siglato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il suo rifiuto di parlare è una scelta difensiva che gli consente di esaminare i procedimenti giudiziari. Intanto, l’esecutore materiale del reato, non è stato ancora identificato e la sua individuazione risulta problematica, tuttavia la Procura è vicino alla roslizione del caso, ha riportato lunedì il procuratore capo di Como Nicola Piacente.

Altre notizie circa il Casinò di Campione

Negli ultimi giorni sono emerse altre due notizie importanti circa il casinò. L’amministrazione comunale di Campione ha deciso di vendere parte del suo patrimonio immobiliare per ripianare il suo bilancio e potenziare l’economia del territorio, riporta GiocoNews. Si tratta di importanti aree che si trovano nell’area portuale del lago, così come della Villa Mimosa e di vari appartamenti e edifici ad uso residenziale e terreni edificabili. Le stime degli immobili e i rispettivi bandi di gara sono ancora in fase di redazione.

Intanto, il Tribunale di Como ha approvato la richiesta del Casinò di Campione di una proroga di due mesi della scadenza in cui la proprietà ha dovuto presentare la documentazione sul concordato ai sensi della legge fallimentare. La procedura relativa all’istanza di fallimento è stata sospesa e entro il 25 maggio il casinò ha dovuto presentare il suddetto concordato preventivo.

Come menzionato sopra, i legali che rappresentano la società che amministra la casa da gioco hanno richiesto una proroga per presentare il progetto di risanamento e ristrutturazione La decisione del tribunale è stata così rinviata al prossimo luglio. Tutto avviene poco dopo il referendum in cui i dipendenti del casinò hanno accettato la riduzione degli orari di lavoro in alternativa ai 156 licenziamenti.

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