Le Fiamme Gialle confermano le accuse di falso in bilancio e truffa contro l’amministrazione di Casino de la Vallée SpA

Mercoledì, 16 maggio sono state concluse le indagini aggiuntive delle Fiamme Gialle sulla gestione della società che amministra il casinò di Saint-Vincent, “Casino de la Vallée SpA.”. Sono state confermate le accuse penali già contestate nella prima inchiesta, conclusa a febbraio, contro otto persone, tra cui ex amministratori della casa da gioco, sindacati e il presidente e gli assessori pro-tempore di Valle d’Aosta.

Nel febbraio del 2017 la Procura ha completato la prima parte dell’inchiesta che ha coinvolto 8 persone con ipotesi di frode, tra cui Luca Frigerio e Lorenzo Sommo, ex amministratori della casa da gioco, nonché i componenti del collegio sindacale: Laura Filetti, Fabrizio Brunello, Jean Paul Zanini e gli ex assessori Ego Perron, Augusto Rollandin e Mauro Baccega. Sommo e Frigerio e i tre sindacati erano indagati inoltre per concorso in falso bilancio continuato.

Secondo quanto emerso sui notiziari locali negli ultimi giorni, grazie agli ulteriori approfondimenti degli investigatori e alle dichiarazioni acquisiti, è stato confermata l’ipotesi di falso in bilancio continuato e truffa ai danni dello Stato di gravità rivelante nei confronti della gestione del casinò e dei membri del collegio sindacale, il presidente pro-tempore della Regione e gli assessori regionali pro-tempore che hanno amministrato il casino tra il 2012 e il 2015,.

Nella nota delle Fiamme Gialle si legge che l’intera gestione del casinò era ‘consapevole della disastorsa situazione economico-finanziaria’ della casa da gioco e dell’assoluta ‘inconsistenza dei piani di sviluppo aziendale’.

Inoltre, le indagini della Guardia di Finanza, il presidente della Regione e degli assessori erano in ‘Piena consapevolezza nel raggirare ed indurre in errore la stessa Regione“. Questi ultimi avrebbero consapevolmente presentato i bilanci riportanti perdite occulte e piani di sviluppo industriale non realizzabili.

In dettaglio, nel 2012 le reali perdite dell’azienda erano di 26 milioni, mentre sono stati dichiarati 18 milioni, nel 2013 sono stati dichiarati 37 milioni anziché 21, nel 2014 il bilancio mostrava perdite di 41 milioni invece di 19 milioni, mentre nel 2015 sono stati dichiarati 42 milioni invece di 18 milioni.

I danni ai fondi pubblici di 140 milioni di euro

All’inizio di marzo è stato annunciato che il Nucleo di polizia economica-finanziaria della Guardia di Finanza aveva sequestrato i beni di 21 consiglieri di Valle d’Aosta, che erano indagati per danno erariale di 140 milioni di euro di fondi pubblici destinati al finanziamento del Casinò di Saint Vincent.

Il sequestro conservativo di beni è stato avviato a seguito di un’inchiesta condotta nel corso di due anni sulla gestione di “Casino de La Vallée SpA.”. L’inchiesta è stata completata lo scorso febbraio e di seguito sono state citate in giudizio 22 persone, di cui 21 componenti del Consiglio e 1 membro superiori.

Le Fiamme Gialle hanno rivelato che era stato causato un danno ai fondi pubblici di 140 milioni di euro. Questo importo è stato trasferito come finanziamento alla casa da gioco, nonostante le segnalazioni di crisi. In dettaglio, 50 milioni di euro sono stati trasferiti nel luglio del 2012, altri 10 milio nel settembre del 2013, 60 milioni nell’ottobre del 2014 e 10 milioni nel dicembre del 2015. Sono esclusi i versamenti recenti circa l’aumento del capitale sociale della società di 20 milioni di euro. I prestiti venivano erogati sulla base di piani e bilanci inaffidabili e falsati con perdite operative nascoste.

La corte dei Conti ha disposto il sequestro dei beni e il provvedimento ha coinvolto vari membri del Consiglio e gli ex Presidenti Augusto Rollandin e Pierluigi Marquis. Oggetto di sequestro sono stati 151 immobili e terreni e 81 conti correnti.

A marzo la Procura di Aosta ha condotto un’indagine sula ristrutturazione del casinò e del Grand Hôtel Billia.. Sono stati sentiti diverse persone informate sui fatti, tra cui l’ex assessore alle finanze Albert Chatrian e i consiglieri Stefano Ferrero e Roberto Cognetta, così come Moreno Occhiolini, direttore generale del Grand Hotel nel 1988 e consulente del settore alberghiero. Occhiolini, che era audito nel gennaio del 2017, ha ritenuto che fosse stato speso troppo (oltre 120 milioni di euro) per la ristrutturazione della casa da gioco, mentre i suoi risultati erano lontani da quelli desiderati.

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