Malta Gaming Authority si oppone alle accuse di mancanza di cooperazione con le autorità italiane

L’ente regolatore del gioco d’azzardo maltese, la Malta Gaming Authority, ha ritenuto opportuno di opporsi alle affermazioni pubblicate la settimana scorsa dal Progetto di Reporting Investigativo Italia (IRPI), il notiziario locale Times of Malta e La Repubblica.

In una nota sul suo sito, l’autorità ha detto che le affermazioni in questione sono del tutto false e destinate esclusivamente a danneggiare la reputazione della giurisdizione maltese. ADM si è opposta alla dichiarazione, citata da Times of Malta, che diverse società di gioco italiane hanno minacciato di lasciare la Malta se il paese non fosse riuscito a mettere in ordine il settore.

Secondo quanto affermato dal notiziario, il Progetto di Reporting Investigativo Italia (IRPI) che sta indagando i collegamenti come parte del Progetto Daphne, aveva scoperto quello che definiva come una ‘persistente mancanza di cooperazione con la procura italiana’ che, secondo il portale, cercava di congelare i beni di una società di gioco con sede a Malta per presunti legami con la mafia.

Ancora nel mese di marzo Times of Malta ha riportato che c’erano almeno 5 società di gioco italiane che svolgono attività a Malta che avevano rinunciato alle proprie concessioni dopo essere state indagate per presunti rapporti con la mafia. A seguito di un’indagine della polizia italiana, sono state revocate le licenze di due operatori di gioco, b2875 e Leaderbet, che si sono trasferiti alle Carraibi.

La prima società è proprietà del gruppo registrato a Malta Phoenix International Limited, gestito da Benedetto ‘Ninì’ Bacchi, ovvero uno dei 30 arrestati nell’ambito dell’operazione ‘Game Over’ a febbraio. L’inchiesta delle autorità italiane aveva rivelato che Bacchi era legato a Cosa Nostra e attraverso una rete di agenzie di scommesse di b2875 ripuliva flussi di denaro sporco, inserendoli nell’economia legale. A seguito dell’operazione ‘Game Over’ la MGA ha sospeso la concessione di Phoenix International, annunciando che stava avviando una propria indagine sul caso.

Secondo quanto riportato da Times of Malta a marzo, altre 3 imprese avevano volontariamente rinunciato alle loro concessioni di gioco maltesi: Betent, Potterbet e Giordani Limited.

Le accuse di IRPI di mancanza di collaborazione tra le autorità italiane e maltesi

L’IRPI ha riferito che l’operatore di gioco online Bet1128, che la procura sospettava ‘in profondi legami’ con la criminalità organizzata nel Meridione, si è trasferito a Malta nel 2009 in un momento quando la sua concessione britannica era stata revocata a seguito di un’inchiesta antimafia italiana.

CenturionBet, che era la nuova società madre del brand, ha ottenuto una concessione di gioco a Malta, nonostante le accuse di riciclaggio. Secondo quanto riportato da Times of Malta il vero proprietario dell’azienda veniva nascosto.

Secondo quanto scoperto dall’IRPI si tratta di Francesco Martiradonna, figlio di Vito Martiradonna, che nel 2007 era stato condannato per legami con il gruppo criminale organizzato di Sacra Corona Unita e che aveva nascosto i beni dalle forze dell’ordine sfruttando le leggi del gioco d’azzardo online di Malta.

Martiradonna è stato arrestato nel maggio del 2017 e un mese dopo la licenza di CenturionBet è stata sospesa. Secondo IRPI, nonostante la sospensione della concessione, l’operatore è rimasto attivo. Di conseguenza, il tribunale italiano ha fatto una richiesta al Procuratore generale di Malta chiedendo il congelamento dei beni di CenturionBet.

La richiesta del tribunale italiano è stata fatta nel mese di gennaio, tuttavia, secondo il progetto investigativo, sono passate settimane senza alcuna azione da parte delle autorità maltesi. L’IRPI ha sostenuto inoltre, che solo dopo aver contattato le autorità maltesi per un commento, il procuratore ha annunciato di aver sospeso le attività di CenturionBet. Intanto, nel mese di dicembre la società ‘se n’era andata via di fretta’.

La risposta della Malta Gaming Authortithy

La MGA si è opposta alle accuse di mancanza di cooperazione con le autorità italiane. L’autorità ha ritenuto opportuno spiegare nella sua nota di venerdì che di norma, può ricevere richieste di collaborazione solo da parte dell’ente regolatore del gioco d’azzardo in Italia, cioè l’Agenzia delle Dogane dei Monopoli.

Inoltre, le richieste delle forze dell’ordine e delle unità di informazione finanziaria devono essere inviate alle autorità corrispondenti di Malta. Tuttavia, ove debitamente richiesto o quando si ritiene che un’informazione debba essere condivisa, la MGA collabora e fornisce qualsiasi informazione a suo possesso alle rispettive autorità.

La Malta Gaming Authority ha dichiarato inoltre che la prevenzione dell’infiltrazione criminale è di massima importanza per l’autorità. L’ente regolatore garantisce che le sue procedure e risorse nel campo della due diligence siano le migliori possibili. Per di più a molte società viene rifiutata la concessione a causa del mancato rispetto degli standard di idoneità e proprietà. Altre vengono individuate nel corso di verifiche, a seguito delle quali vengono immediatamente presi i provvedimenti opportuni.

Alla fine della sua nota, la MGA ha sostenuto che in certi casi, le informazioni e le risorse disponibili alle autorità italiane, non sono sempre prontamente disponibili anche agli enti regolatori sul gioco. A sua volta, la MGA è in grado di svolgere il suo lavoro quando un altro regolatore o forza dell’ordine fornisce informazioni utili. Ciò consente all’autorità di prendere le misure opportune di individuare e sospendere le attività delle organizzazioni criminali, così come di assistere le autorità con la raccolta di prove e persecuzioni.

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