I dipendenti del Casinò Campione d’Italia decidono sulla riduzione dei costi di lavoro in alternativa ai 156 licenziamenti

Verso la fine della settimana scorsa è stata raggiunta l’intesa tra i sindacati e l’azienda sulle misure di riduzione del costo di lavoro alternative ai 156 licenziamenti dei dipendenti del Casinò Campione d’Italia. Oggi pomeriggio si terrà un’assemblea generale, seguita da un referendum in cui i lavoratori della casa da gioco dovranno decidere sul proprio destino professionale, approvando o respingendo l’accordo.

Alla fine di febbraio i dipendenti del casinò hanno accettato la proroga del loro accordo di solidarietà che doveva scadere con l’ultimo giorno del mese. La proroga avrebbe consentito di affrontare l’udienza al Tribunale di Como sull’eventuale fallimento del casinò. L’accordo di solidarietà era stato siglato nel 2012 dai dipendenti e prevedeva il taglio degli stipendi del 25%.

La proroga dell’accordo è stata di due mesi e doveva scadere il 30 aprile 2018, tuttavia è rimasta aperta la questione sulla procedura di licenziamento collettivo dei 156 lavoratori della casa da gioco che i sindacati volevano bloccare. Tale misura avrebbe portato il taglio del personale del 32% e il contenimento del costo annuale di lavoro da 18 milioni di franchi, ossia 15 milioni di euro.

L’accordo tra sindacati e azienda

Secondo quanto riportato da GiocoNews, i sindacati e l’azienda hanno trovato un accordo sulle misure della riduzione del costo di lavoro che dovrebbero essere adottate come alternativa ai 156 licenziamenti. Dopo una trattativa, le parti hanno raggiunto un’intesa che ora dovrà essere sottoposta all’approvazione dei dipendenti.

In primo luogo, i sindacati e la proprietà si sono accordati sulla riduzione dell’orario di lavoro che porterà alla contrazione salariale del 30%. Nel comparto dei giochi, l’orario normale sarebbe tagliato del 14,06% e i dipendenti sarebbero tenuti a lavorare 27 ore e 30 minuti per settimana, ossia 5 ore e 30 minuti al giorno. Per quanto riguarda gli ausiliari e gli amministrativi, questi lavorerebbero sempre 5 ore e 30 minuti al giorno, in quanto l’intesa prevede una riduzione del 23,61% del loro orario di lavoro. Inoltre, i dipendenti del bar/ristorante lavorerebbero 35 ore a settimana, o 7 ore al giorno, il 12,50% in meno rispetto all’orario attuale. L’azienda potrebbe aumentare l’orario qualora sia necessario soddisfare le esigenze di maggior lavoro.

Oltre alla riduzione dell’orario, l’intesa prevede il ricorso ai benefici della legge Fornero per 28 dipendenti, invece dei 22 lavoratori attuali, così come il ricorso al Fondo per l’integrazione salariale. Si è deciso inoltre di esternalizzare il ramo di ristorazione, dove attualmente lavorano 38 dipendenti, affidando la gestione a aziende internazionali.

Come menzionato sopra, oggi 14 maggio alle 13 si terrà l’assemblea generale presso il Casinò di Campione, dopo di che sarà avviato il referendum che dovrebbe concludersi domani. Secondo l’ipotesi d’accordo, quello vigente dovrebbe restare in vigore entro la fine di maggio, e il nuovo accordo sarà valido dal 1° giugno 2018 al 31 maggio 2023.

Alfio Balsamo e Roberto Salmoiraghi, vice sindaco e sindaco di Campione d’Italia, hanno espresso la loro soddisfazione dell’intesa raggiunta con i sindacati e sperano che i sacrifici avrebbero potuto rialzare la testa del paese. Tuttavia, secondo alcuni analisti, oltre alla riduzione dei costi di lavoro, il casinò dovrebbe lavorare sodo per generare maggiori incassi. In aprile, i ricavi della casa da gioco sono stati di 7,14 milioni di euro, in calo del 15,5% su base annua. In aggiunta, il numero degli ingressi è diminuito da 60.548 (aprile 2017) a 47.782 (aprile 2018).

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