L’udienza sul caso di Corallo, Fini e Tulliani rinviata al 18 e al 25 giugno

Ieri si è tenuta l’udienza preliminare presso il Tribunale di Roma sul caso nato dall’operazione ‘Rouge et Noir’ condotta dalla Guardia di Finanza nel 2016 e a seguito della quale è stato arrestato l’azionista di Global Starnet, Francesco Corallo. Il giudice Elvira Tamburelli ha rinviato l’udienza al 18 e al 25 giugno quando dovrà decidere se una decina di accusati in riciclaggio, tra cui l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini e sua moglie Elisabetta Tulliani, andranno in processo.

Nel mese di ottobre lo scorso hanno la Procura di Roma ha completato un’indagine sugli affari di Francesco Corallo, che era stato arrestato il 13 dicembre 2016 dalla Polizia di Saint Marteen. L’inchiesta ha coinvolto anche Gianfranco Fini, ex presidente della Camera dei deputati, sua moglie Elisabetta Tulliani e Sergio e Gianfranco Tulliani (padre e fratello di lei).

Secondo le accuse, Amadeo Laboccetta, ex parlamentare di Alleanza Nazionale (uno degli imputati) e il ‘re delle slot’ Francesco Corallo si erano associati in maniera illecita e insieme ad alre persone hanno commesso reati di peculato e riciclaggio.

Un principale punto delle indagini è stato un appartamento a Monte Carlo, che è stato ereditato dall’AN da una contessa. Giancarlo Tulliani avrebbe acquistato l’immobile nel 2008 per poco più di 300.000€, soldi che arrivavano da due società di Francesco Corallo, Printemaps e Timara. L’appartamento in questione è stato rivenduto nel 2015 per il prezzo di 1,36 milioni di dollari, fondi trasferiti sul conto corrente di Giancarlo Tulliani.

Una parte della somma è andata nelle mani di Elisabetta Tulliani, moglie di Gianfranco Fini, in due tranche – uno di 290.000€ e l’altro 449.000€. A questo proposito, Fini ha risposto alle accuse dicendo, che non era consapevole della transazione e del fatto che la sua compagna c’era tra i proprietari dell’immobile.

L’acquisizione dell’appartamento a Monte Carlo coincide con l’approvazione di un decreto con cui è stata rinnovata la disciplina del gioco d’azzardo. Corallo è stato in grado di anticipare le modifiche normative e ha beneficiato delle disposizioni della Legge di Stabilità del 2010, grazie ai legami con figure politiche.

Il padre di Corallo tenta di ricattare suo figlio

All’inizio di maggio su Daily Herald è emersa una notizia secondo cui il padre di Francesco Corallo, Gaetano, sta ancora cercando di ottenere soldi da suo figlio in Italia. Quest’ultimo era a Saint Marteen nel 2016 e ha accusato suo figlio di appropriazione indebita di denaro da lui 30 anni fa mentre era fuori dall’isola.

Il portale ha citato fonti vicine alla famiglia, secondo cui Gaetano Corallo voleva danneggiare la reputazione del figlio, accusandolo pubblicamente di appropriazione indebita. Tuttavia, al Procuratore di St. Maarten fino ad oggi non è stata presentata nessuna prova di questo reato che rende impossibile l’avvio di un’indagine. Secondo le fonti, Gaetano ha ritirato la denuncia contro suo figlio alla fine del 2017 dopo che la stessa non ha portato all’arresto di Francesco per appropriazione indebita.

Secondo quanto riportato dal portale, Francesco Corallo sta considerando la possibilità di fare diverse denunce contro suo padre per aver macchiato il suo nome pubblicamente. Inoltre, il re delle slot era contento del modo in cui le cose erano andate, perché la famiglia aveva saputo fin dall’inizio che lui non aveva compiuto nessun reato o appropriazione indebita.

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