La polizia maltese arresta uno dei coinvolti nell’operazione ‘Game Over’ riuscito a sfuggire alla cattura

La polizia maltese ha arrestato Diomiro Alessi, coinvolto nell’operazione ‘Game Over’, nell’ambito della quale a febbraio erano state detenute trenta persone con accuse di riciclaggio, truffa, associazione per delinqunere di tipo mafioso, impiego di denaro di provenienza illecita e altri. Secondo quanto è emerso sabato scorso nei notiziari palermitani, Alessi, per cui il Tribunale di Palermo aveva disposto gli arresti domiciliari, era riuscito a sfuggire alla cattura.

Come menzionato sopra, il 33enne originario di Partinico era uno dei coinvolti nell’operazione ‘Game Over’ ed è stato arrestato il 1° febbraio insieme alle altre persone ritenute responsabili di vari reati legati al gioco illecito. In pariticolare, ad Alessi stesso è stato contestato il reato di associazione per deliquere per la raccolta illecita di scommesse. Secondo gli investigatori lui sarebbe stato il referente aziendale del ‘re delle scommesse’ Benedetto Ninì Bacchi e il suo braccio destro Antonio Lo Baido sul territorio di Malta.

Il suo compito principale era quello di creare accessi in remoto, gestire quote e condurre una rete online di gioco. È ritenuto dagli inquirenti ‘uno dei collaboratori più stretti’ che era impiegato con compiti soprattutto logistici negli uffici maltesi. Nei confronti di Alessi è stato ordinato di applicare la misura precauzionale degli arresti domiciliari, tuttavia è riuscito a sfuggire alla cattura.

Successivamente, è stato comunque reso noto che l’imputato si trovava nel territorio di Malta e Tribunale di Palermo ha emesso un mandato d’arresto europeo. Si sono attivati quindi i canali di collaborazione internazionale di polizia, Alessi è stato rintracciato e di conseguenza catturato venerdì scorso.

L’operazione ‘Game Over’ e la sorte di alcuni degli indagati

Come menzionato sopra, nell’ambito dell’operazione ‘Game over’ all’inizio di febbraio sono state arrestate 30 persone indagate per vari reati, tra cui la gestione di centri scommesse illeciti con l’appoggio della mafia. Il personaggio chiave dell’inchiesta è stato Benedetto ‘Ninì’ Bacchi che avrebbe monopolizzato il settore creando 700 agenzie di scommesse illecite i flussi dei quali venivano investiti e poi ripuliti in diverse aziende.

Si tratta di profitti di più di 1 milione di euro mensili di cui una gran parte venivano distribuiti all’organizzazione mafiosa. I cosiddetti ‘persoanal jokers’ coordinavano i centri scommesse e rispondevano delle proprie attività ai ‘masters’ territoriali. Bacchi trovava i canali per ripulire il denaro generato dal sistema in varie attività tra cui un’azienda di costruzione di edifici e una società di commercio di prodotti alimentari.

Una gran parte delle agenzie operavano attraverso la società con concessione di gioco maltese Phoenix International Ltd. A seguito dell’operazione ‘Game Over’ la concessione di Phoenix è stata sospesa dalla MGA, che voleva condurre una propria indagine sulla vicenda.

Verso la fine di febbraio, il Tribunale di Riesame di Palermo ha disposto la liberazione di 4 degli arrestati nell’ambito dell’operazione ‘Game Over’ e gli arresi domiciliari per un’altra quinta persona. Sono stati quindi liberati il ‘concorrente’ di Bacchi Orvieto Guagliaro, noto come ‘Jonathan’, così come il suo braccio destro Alessandro Lo Bianco, Marco Cannatella e Antonio Grigoli. Per il fiscalista Salvatore Cusumano sono stati ordinati gli arresti domiciliari. La settimana prima, il Tribunale aveva scarcerato altri tre personaggi indagati: Giampiero Rappa, Vincenzo e Marco Corso.

*foto tratta da TheWolrdNews

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