Il caso con la decadenza della concessione di Global Starnet sempre più vicino alla sua conclusione

Dopo circa un anno di vari ricorsi presso le istituzioni il caso con la decadenza della concessione di gioco di Global Starnet si avvicina alla sua conclusione. Ieri è stato reso noto che il tribunale di Milano ha in pratica scagionato il socio della società Francesco Corallo, che è stato arrestato dalla polizia olandese in Saint Marteen nell’ambito dell operazione Rouge e Noir nel dicembre del 2016.

Il caso vedeva Corallo indagato per i finanziamenti illeciti della Banca popolare di Milano, un motivo per cui il marzo scorso l’Agenzia delle Dogane e dei Monpoli ha avviato una procedura per la decadenza della concessione di Global Starnet per la gestione di apparecchi da giochi in denaro.

ADM ha fatto riferimento a una legge, secondo la quale le aziende i cui soci sono condannati o accusati per determinati reati non possono partecipare a gare pubbliche o fare richieste per il rinnovo delle concessioni.

Secondo quanto apprendiamo da GiocoNews, l’avviso della conclusione delle indagini inviato dalla Procura di Milano a Corallo nel 2014 è stato considerato nullo a causa di un vizio procedurale e con ciò anche la richiesta di accusa e l’udienza preliminare. Secondo i legali di Global Starnet, dato che Corallo non ha mai assunto lo status di imputato per associazione criminale, non vi è alcun presupposto della decadenza della concessione.

A questo proposito, Global Starnet ha presentato al regolatore un’istanza cautelare per richiedere l’annullamento della decadenza. Il tribunale di Milano ha pronunciato l’assoluzione con la formula più ampia contro tutti i coimputati di Francesco Corallo e ha dichiarato la nullità della disposizione originaria per la conclusione delle indagini e la conseguente invalidità ‘a casata’ di tutti gli atti conseguenti, compresa la richiesta di rinvio del giudizio del ‘re delle slot’.

Il Tribunale di Milano ha stabilito un vizio di forma originale, a causa del quale giuridicamente Corallo non ha mai assunto lo status di imputato in relazione alla presunta accusa di associazione a delinquere. Questo inevitabilmente riflette sul provvedimento di decadenza e rende inesistente la condizione applicativa della norma, sulla base della quale è stata ordinata la decadenza.

Ecco perché i legali di Global Starnet hanno formulato un’istanza perché l’Agenzia riconosca la ‘radicale inesistenza dell’assunzione dell’atto‘ promulgato e provveda al ritiro dello stesso. In caso di mancata revoca dell’atto, la società si è riservata il diritto di presentare istanze nelle competenti sedi anche per il ristoro dei pregiudizi subiti.

In attesa della pronuncia di merito da parte del Tar Lazio

Il 24 gennaio si è tenuta un’udienza presso il Tar Lazio in cui i legali dell’azienda hanno avanzato diverse richieste, compresa quella di sospendere il giudizio o la cessazione della materia di contendere.

La società ha chiesto l’annullamento della nota di ADM del 29 settembre 2017 con cui il regolatore ha autorizzato la società di svolgere le sue attività finché il tribunale si pronunciasse sulla decadenza della concessone.

Tuttavia, secondo la nota, a Global Starnet è stato vietato di presentare istanze per la certificazione degli apparecchi da gioco o per il rilascio di nulla osta delle slot. Inoltre, sono stati congelati 13 milioni di euro dovuti all’azienda in forma di deposito cauzionale ed è stata rinviata l’apertura di 132 sale da gioco già pronte.

Adesso spetta al Tar Lazio pronunciarsi sulla questione della decadenza della concessione di Global Starnet. Non sono comunque noti i tempi della decisione dei giudici, ma potrebbero non essere brevi.

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