Secondo Michele Zuin le terre del Quadrante di Tessera vanno vendute per coprire il debito di 55 milioni di euro

Venerdì scorso Michele Zuin, assessore al bilancio del Comune di Venezia ha detto su facebook dicendo che le terre del Quadrante di Tessera proprietà della società che gestisce il Casinò di Venezia (Casinò Municipale di Venezia Spa) devono essere vendute per coprire il debito di circa 55 milioni di euro. Il terreno è stato indicato dal Parito Democratico come sedi di attrezzature sportive e lo stadio.

In un post su Facebook dell’8 febbraio il Partito Demcoratico Venezia ha ricordato la propria proposta di costruire uno stadio della Reyer sul Quadrante di Tessera. Secondo i membri del PD, il terreno presenta più infrastrutture e ulteriori possibilità di sviluppo per la città. Inoltre, è più veloce da realizzare che la zona Pili. Per di più, con poche spese, è possibile adattare provvisoriamente il Pala Acque e garantire la struttura adeguata alle esigenze della città.

In risposta al post del PD Venezia, il 9 febbraio Michele Zuin ha commentato sul suo profilo Facebook che le Terre del Quadrante devono essere vendute al fine di coprire il debito di 55 milioni di euro con la banca. Secondo l’assessore il terreno non può essere utilizzato e devono essere venduto. Zuin ha ribadito che il debito è stato creato dal PD e quindi si deve smettere con la propaganda di ‘colo che hanno indebitato la città e le sue società’, attaccando i suoi opponenti.

Il progetto per la realizzazione del nuovo palasport

L’area è stata acquistata nel 2005 dalla società Porta di Venezia come unico offerente all’asta per 12€ al metro quadro. Si tratta di un’operazione da 5 milioni di euro per 421.000 metri quadri. Nel 2009 la Terminal Service ha acquisito 10.000 metri quadri dell’area per circa 0,5 milioni di euro.

Nel 2006 Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia dal 2015, è diventato presidente della Reyer Venezia Mestre e nel 2008 la squadra maschile e femminile sono state riunificate sotto la proprietà della sua società Umana SpA.

Ancora allora Brugnaro ha parlato del suo sogno di realizzare il nuovo palasport ai Pili. Si tratta di un progetto che nell’ipotesi dell’investimento di Kwong, insieme alla nuova sede del Casinò di Venezia in sostituzione di Ca’ Noghera, doveva essere realizzato nel Quadrante di Tessera, alle ville per un nuovo quartiere sul lungomare della prima zona industriale.

Lo scorso gennaio, l’ex magistrato e consigliere comunale a Venezia Felice Casson ha detto che hanno deciso di raccogliere le firme e chiedere un consiglio straordinario sul terreno dei Pili. All’inizio di febbraio è stato reso noto che il Consiglio comunale aveva ritenuto necessario il nuovo palasport per Venezia, tuttavia, tutti erano d’accordo sul fatto che nella zona dei Pili ‘non s’ha da fare’, apprendiamo da VeneziaToday.

I consiglieri dell’opposizione del PD della Lista Casson, M5S e del Gruppo misto hanno sostenuto che la struttura sia necessaria, ma si può fare altrove e non necessariamente sull’area di proprietà di Brugnaro. Secondo l’esponente del PD Nicola Pellicani la zona dei Pili è molto inquinata il nuovo palasport deve essere costruito nel quadrante di Tessera.

I rappresentanti del M5S hanno proposto altre due opzioni – l’area del PalaExpo e le aree ex Syndial. Secondo i cinque stelle c’è anche l’ipotesi del quadrante di Tessera, anche se non sono completamente d’accordo con il PD. I consiglieri del Gruppo misto hanno chiesto di essere messi al corrente di tutti gli aspetti focali della vicenda, a partire dal tipo di inquinamento che insiste sulla zona dei Pili alle destinazioni d’uso.

Alla fine della riunione, tutti tranne il PD, Lista Casson e Elena La Rocca dal M5S, hanno siglato un documento con cui è stato fornito il nulla osta a Porta di Venezia di presentare un progetto al riguardo.

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