Benedetto ‘Ninì’ Bacchi arrestato nell’ambito dell’operazione ‘Game Over’

Nei principali media nazionali e internazionali è stata messa in evidenza la notizia dell’arresto di 31 soggetti nell’ambito della vasta operazione chiamata ‘Game Over’ condotta dalla Polizia di Stato ieri. Gli arrestati sono stati indagati per vari reati quale riciclaggio, auto riciclaggio, concorrenza sleale e trasferimento fraudolento di valori aggravati del metodo mafioso, così come associazione criminale per la raccolta abusiva di scommesse e truffa ai danni dello Stato.

Nell’operazione hanno partecipato oltre 200 uomini del Servizio centrale opertivo, nonché della Squadra mobile di Palermo. Le indagini condotte dalla Procura hanno evidenziato l’interesse di Cosa Nostra al settore dei giochi e alle agenzie di scommesse e alle slot machine, in particolare.

L’imprenditore italiano Benedetto ‘Ninì’ Bacchi è stato il personaggio chiave dell’inchiesta ed è stato arrestato con le accuse di partecipazione nell’associazione mafiosa e riciclaggio di denaro. Secondo quanto rivelato dall’indagine, c’è stato una sorta di “contratto” tra Cosa Nostra e Bacchi, grazie al quale, con il sostegno delle famiglie mafiose, l’imprenditore è riuscito a monopolizzare il settore.

*foto tratta da TheWolrdNews

Come funzionava il sistema?

Con il sostegno delle famiglie mafiose, l’imprenditore, noto per essere il ‘re’ delle scommesse online, ha realizzato una rete di più di 700 agenzie di scommesse abusive b2875 in tutta Italia, che hanno generato profitti di più di 1 milione di euro al mese. Tra 300.000€ e 800.000€ di queste somme venivano distribuiti all’organizzazone mafiosa. Ogni centro scommesse era coordinato dai cosiddetti ‘personal jokers’ che rispondevano delle loro attività ai ‘masters’ territoriali.

Per regolarizzare le proprie aziende, Bacchi era disposto a pagare 10.000€ per ogni punto di gioco 700 agenzie, cioè per un totale di 7 milioni di euro.

I flussi di denaro generati dal sistema dovevano essere investiti e ‘ripuliti’ rientrando nell’aconomia legale e Bacchi era incaricato di trovare i rispettivi canali per realizzarlo. Sono stati così investiti 750.000€ in un’azienda specializzata nella costruzione di edifici nell’area palermitana. Bacchi ha inoltre fondato una società di commercio di prodotti alimentari verso gli Stati Uniti.

Molte delle agenzie di Bacchi operavano sotto le insegne della società di diritto maltese Phoenix International Ltd. Bacchi ha costruito la sua rete grazie ai suoi rapporti con il membro della famiglia Partinico Francesco Nania. A partire dal 2013 Bacchi ha riciclato in due delle società di Patrinco CEV e SICOSE, quest’ultima ha partecipato nella costrizione dei supermercati LIDL.

Inoltre, Bacchi ha acquisito la villa di un ex giocatore di Palermo ed è stato interessato a investire in altre attività, tra cui la rivista online Live Sicilia e l’esportazione di petrolio, così come la proggettazione di batteria solare.

Il G.I.P. ha ordinato il seuqestro per equivalente dei beni del valore di 4 milioni di euro di Bacchi e dei suoi familiari su richiesta della Procura. È stato disposto anche il sequestro delle quote sociali e del patrimonio aziendale di una società di Bacchi che gestisce diverse agenzie di scommesse. Sono state chiuse più di 40 agenzie di scommesse sparse su tutto il territorio nazionale.

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