I risultati del Casinò di Venezia dall’inizio dell’anno risultano peggiori del previsto

I risultati finanziari del Casinò di Venezia risultano peggiori del previsto, secondo quanto riportato da La Nuova Venezia. A luglio il Comune ha abbassato le sue aspettative per l’intero esercizio da 96 a 94 milioni di euro, prevedendo un calo del 2%. Invece, dall’inizio dell’anno finora la casa da gioco ha incassato circa 59 milioni di euro, in calo del 6,35% su base annua.

Negli ultimi mesi la situazione del Casinò di Venezia è stata aggravata dopo che il Comune ha approvato la ricapitalizzazione della casa da gioco al fine di mettere in atto il piano di risanamento della società. A questo propisito, il contratto di lavoro dei dipendenti è stato annullato per essere sostituito da un altro. Il rinnovo è entrato in vigore il 1° luglio e ha provocato le proteste che si sono trasformati in uno sciopero che ha durato per due mesi.

Tenendo conto della situazione all’inizio di luglio Ca’ Farsetti ha previsto un calo degl incassi del 2% con l’assestamento del bilancio 2017. Tuttavia, come menzionato sopra, finora questa percentuale ha superato il 6%,

In effetti, nel mese di agosto la casa da gioco veneziana è stata l’unico casinò italiano ad aver chiuso il mese con un segno negativo. Secondo quanto riportato da GiocoNews, gli incassi delle due sedi hanno raggiunto complessivamente 7,14 milioni di euro, in calo del 15,76% rispetto allo stesso mese del 2016.

La flessione è stata più sensibile per la sede a Ca’ Vendramin, che ha registrato un calo del 70,1%, dovuto soprattutto alla mancanza di chemin de fer. L’azienda aveva deciso di rinunciare al gioco a causa della ristrettezza del personale dovuta agli scioperi. Gli incassi della Ca’ Noghera sono diminuiti del 3,38% su base annua. Questo risultato si è verificato nonostante la crescita degli ingressi di oltre il 5% su, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Il cosiddetto ‘Piano di azione’ approvato dal Comune e volto al risanamento della società, prevede diverse misure, tra cui la revisione delle spese. Il Comune stesso ha chiesto la riduzione dei costi di gestione di 5,8 milioni di euro, mentre i sindacati hanno chiesto tagli di 2,8 milioni.

Molto diffusa è stata l’ipotesi della chiusura della sede a Ca’ Vendramin dal 1° gennaio 2018, prevista come scenario peggiore dal piano. Tale scenario comporterà a 150 esuberi e senza dubbio susciterà ancora agitazioni. Secondo quanto riportato da La Nuova Venezia, dall’inizio dell’anno Ca’ Vendramin registra uno sbilancio tra ricavi e costi di circa 18 milioni di euro.

Intanto, la casa da gioco continua a impegnarsi nel progetto proposto dall’assessore al Bilancio e Partecipate Michele Zuin che prevede la concentrazione dei giochi da tavolo in una sola sala unificata sul terzo piano della proprietà. In questo modo il resto del palazzo rimane aperto per diversi eventi, feste e cene.

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