Nel 2016 la spesa delle AWP e delle VLT cresce a 10,2 miliardi di euro

In questi ultimi giorni il tema numero uno nei portali che riportano notizie relative al settore del gioco d’azzardo è l’accordo sul riordino del settore del gioco d’azzardo italiano. L’intesa che è stata raggiunta alla Conferenza Unificata ieri prevede la riduzione del punti di vendita del 44% entro 31 dicembre 2019. Questo fatto fa sorgere certe domande sull’impatto di un tale provvedimento sul settore. A tal proposito, l’agenzia giornalistica AGIMEG ha riportato alcuni dati sulla spesa, la raccolta e le vincite dalle macchine da gioco nel 2016.

La spesa nel settore delle AWP e delle VLT

Secondo quanto riferito dal portale, nel corso del 2016 la raccolta dalle slot e dalle VLT ha raggiunto 49,4 miliardi di euro, in aumento del 2,5% rispetto ai 48,2 miliardi di euro registrati nel 2016. Inoltre, è stata osservata una crescita del 9,6% della spesa nel settore, che da 9,3 miliardi di euro nel 2015 è aumentata a 10,2 miliardi di euro nel 2016.

Le entrate erariali nel settore sono cresciute del 31% su base annua da 4,5 a 5,9 miliardi di euro. Inoltre, le vincite dalle slot nel 2016 sono state pari a 18,8 miliardi di euro, in calo del 2%, mentre quelle dalle VLT hanno toccato 19,5 miliardi di euro, in aumento del 4%,

AGIMEG ha pubblicato anche i risultati relativi alla spesa e le vincite nelle regioni. La Lombardia è stata la regione italiana che ha registrato la spesa più alta, pari a 2,1 miliardi di euro. In seconda posizione è Lazio con poco più di 1 miliardo di euro. Il Veneto è salito sul terzo gradino del podio con una spesa di 960 milioni di euro. Inoltre, seguono l’ Emilia Romagna, la Campania e la Toscana con, rispettivamente, 923, 844 e 691 milioni di euro.

Per quanto riguarda le vincite, di nuovo la Lombardia è in testa della classifica con 8,3 miliardi di euro. Lazio ha registrato 4,1 miliardi, mentre il Veneto – 3,6 miliardi di euro. Un altro fatto interessante è che la Valle d’Aosta, dove tra l’altro si trova il Saint Vincent Resort & Casino, è stata l’unica regione in cui la raccolta non è riuscita superare 100 milioni di euro.

L’impatto della riforma

Come menzionato sopra, ai sensi della legge di Stabilità 2016, l’accordo appena approvato durante la Conferenza Unificata, prevede la riduzione dell’offerta di gioco e la contrazione del numero dei punti di gioco. In effetti, entro il 31 dicembre 2019 i punti di vendita dovranno essere ridotti da 98.600 a circa 55.000, cioè praticamente il loro numero sarà dimezzato.

Inoltre, entro 30 aprile 2018 (secondo quanto previsto della Manovra Bis) l’offerta delle slot sarà ridotta del 35%, cioè gli apparecchi saranno ridotti da 407.000 a 264.000 entro la fine dell’anno. Per di più le macchine rimanenti dovrebbero essere sostituite per rottomazioni con le AWPR entro 31 dicembre 2019. Sarà anche innalzato il livello qualitativo del settore attraverso la certificiazione degli operatori.

Da non dimenticare il fatto che, secondo quanto affermato dal presidente di Sistema Gioco Italia Stefano Zapponini, che ha espresso la propria disapprovazione per l’accordo raggiunto in quanto lo stesso, secondo lui, non raggiunge gli scoppi prefissi, il settore è costituito da 6.000 aziende e 150.000 occupati che hanno garantito negli ultimi anni un gioco anti-illegale, pronto a riguadagnare terreno oggi.

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