La Conferenza Unificata raggiunge l’intesa sul riordine del settore del gioco d’azzardo in Italia

Come abbiamo precedentemente riportato, ieri si è tenuta la Conferenza Unificata Stato, Regioni ed Enti locali in cui si aspettava di approvare il riordino del settore del gioco d’azzardo in Italia come previsto dalla legge di Stabilità 2016. Dopo lunghe ore di discussioni e diverse polemiche è stata raggiunta l’intesa sulla riforma.

Durante le discussioni si è parlato anche dei casinò ed è stato reso noto che le disposizioni relative alle case da gioco, che sono di grande importanza per il settore, sono rimaste invariate nelle diverse bozze proposte dal governo.

Oggetto di diverse polemiche è stata la misura relativa all’attuazione di una revisione delle normative attuali dei Casinò, volte a ripristinare il settore e la distribuzione razionale sul territorio del paese, anche per sostenere la scelta di ‘ridurre la frammentazione’ dell’attuale diffusione.

Tale revisione dovrebbe essere effettuata in collaborazione con il Ministero degli Interni e gli Enti Locali e richiederà una serie di analisi dell’attuale normativa e delle possibilità di risanamento del settore dei casinò.

Secondo Stefano Zapponini, Presidente di Sistema Gioco Italia, l’accordo non raggiunge gli scopi prefissi, quale la tutela degli investimenti industriali, della salute e dell’ordine pubblico e la gestione del gioco legale. Invece, Zapponini crede che l’intesa consenta l’espulsione del gioco lecito e aggiunge che è stato fatto un ‘grave e inspiegabile passo indietro’, in quanto l’accordo accentuerà la disomogeneità normativa dei territori. Così si andrà contro la proporzionale e equilibrata distribuzione del gioco lecito e verrà determinato uno scenario più incerto e contraddittorio, insostenibile per gli operatori.

Anche il presidente dell’associazione Servizi Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative (SAPAR) Raffaele Curcio ha commentato la notizia. Secondo lui nell’accordo non è stata prestata abbastanza attenzione alle società di gestione operanti sul territorio e ai loro livelli di occupazione. Secondo il presidente di SAPAR, le conseguenze di ciò rifletteranno sulle economie locali e sui posti di lavoro, in quanto la riduzione dell’offerta e gli ultimi aumenti di tassazione, sono stati applicati solo a un segmento di gioco omettendo tutto il resto.

Curcio ha fatto riferimento al settore online, commentando che ci sono diverse altre offerte, comprese quelle online, a cui il giocatore problematico si possa dedicare. Quindi la sola riduzione degli apparecchi da gioco favorirà alcune lobby e distruggerà aziende, attività commerciali e posti di lavoro e porterà alla riduzione delle entrate dello Stato.

Il sottosegretario dell’Economia Pier Paolo Baretta ha detto che uno dei punti fermi dell’intesa è stata la salvaguardia degli investimenti esterni. Secondo Baretta i Comuni e le Regioni adotteranno criteri che garantiranno l’equilibrata distribuzione dei punti di gioco, rispettando quanto previsto dalla legge di Stabilità 2016 e realizzando la riduzione dei punti di vendita regolata e qualificata.

Secondo il sottosegretario la loro azione è stata ispirata dalla maggiore tutela della salute dei cittadini, così come della certezza delle regole condivise. Inoltre, a tal scopo in collaborazione con le autorità locali, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, gli operatori qualificati e le associazioni continueranno a lavorare per un’applicazione coerente dell’accordo.

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