Le sfide delle case da gioco italiane negli ultimi due mesi

Il periodo estivo è favorevole alle attività turistiche e rispettivamente alla presenza nei luoghi da divertimento, quale i casinò. Nonostante questo fatto, gli ultimi due mesi sono stati pieni di eventi legati alle case da gioco italiane, tutte e quattro in cerca di risoluzioni dei propri problemi economici. Di che cosa soffrono i casinò italiani e quali sono le loro sfide?

Il Casinò Campione d’Italia

Dopo un aggiornamento relativo allo status finanziario del Casinò Campione d’Italia, il neoeletto sindaco Roberto Salmoiraghi ha concluso che la situazione non è semplicemente brutta, ma è piuttosto drammatica.

Secondo il primo cittadino del comune, le cose sono peggiori di quanto si aspettassero, in quanto il casinò e il comune hanno un debito di 150 milioni di franchi (140 milioni di euro). Al 30 giugno 2017 il debito del comune è stato pari a 9 milioni di franchi oltre a 2,2 milioni di euro e un debito di 21,57 milioni di franchi dovuto alla Banca di Sondorio. Il casinò stesso deve 106,8 milioni di franchi.

Anche se il governo ha previsto un finanziamento di 7,1 milioni di euro, questi fondi non saranno sufficienti per coprire tutti i debiti, ma serviranno solo per coprire le spese per gli stipendi e per le pensioni.

Salmoiraghi crede che i prossimi mesi saranno decisivi per il futuro della casa da gioco, altrimenti dovranno cercare altre soluzioni, tra cui l’emissione di obbligazioni con l’aiuto delle banche. Un’altra possibile soluzione sarebbe il taglio degli stipendi del 10%.

Intanto, alla fine di giugno, in un assemblea del Comune è stato nominato il nuovo Amministratore Unico del casinò – ing. Marco Ambrosini, solo poche settimane dopo l’elezione di Salmoiraghi quale sindaco. Ambrosini è incaricato di fare un’analisi della situazione finanziario-economica e preparare un piano di ripresa del Casinò di Campione.

A luglio, la casa da gioco ha registrato un calo dei ricavi del 5,5% su base annua da 7,71 a 7,29 milioni di euro. È diminuito anche il numero degli ingressi da 53.694 a 54.623 unità, in flessione dell’1,7%.

Il Casinò di Venezia

Gli ultimi due mesi sono stati segnati da uno sciopero dei dipendenti del Casinò di Venezia, proteste che si sono svolte anche durante le feste di Ferragosto. Dal 4 al 31 luglio ogni giorno dalle 01:30 alle 06:00 i lavoratori che hanno contatto con i clienti si sono astenuti dal lavoro, mentre i restanti dipendenti hanno protestato nelle ultime due ore del proprio turno. Secondo le stime, circa il 90% degli impiegati del casinò hanno aderito alla protesta.

Successivamente, alla fine del mese è stato deciso di continuare lo sciopero dal 6 al 24 agosto, tuttavia questo periodo è stato anticipato per il 3 agosto.

Lo scorso 24 maggio il Consiglio comunale ha votato a favore della ricapitalizzazione di Casinò di Venezia Gioco S.p.A. per mettere in atto il piano di ristrutturazione che a quel momento era ancora in discussione da parte dell’azienda e dei sindacati. Di conseguenza, la società ha annullato il contratto di lavoro dei dipendenti per sostituirlo con un nuovo.

Il rinnovo del contratto di lavoro è entrato in vigore il 1° luglio quanto si è parlato per la prima volta di proteste. Lo sciopero è stato sostenuto dai sindacati che sono preoccupati per la stagnazione delle relazioni aziendali, per la tenuta occupazionale e per la mancanza di un rilancio della casa da gioco.

Nonostante le proteste, grazie alle iniziative di marketing, a luglio i ricavi del casinò sono cresciuti del 3,9% su base annua e hanno raggiunto 7,02 milioni di euro. Questa cifra rappresenta anche una crescita rispetto il mese precedente, quando sono stati registrati 6,6 milioni di euro.

Un altro fatto interessante è che in data 8 agosto la Corte di cassazione ha deliberato che i dipendenti del casinò hanno diritto a mance basate sul totale dei ricavi del casinò. In questo modo è stato ristabilito un meccanismo che risale al 1990 che prevede un importo di almento 2.790 lire per ogni dipendente per ogni miglione incassato dalla casa da gioco.

Il Casinò di Sanremo

Una notizia piuttosto positiva relativa al Casinò di Sanremo è stata diffusa lo scorso mese. La casa da gioco ha inaugurato la stagione pokeristica, introducendo 14 nuovi tornei nel suo programma. Gli eventi si terranno da agosto a dicembre presso la rinnovata sala da poker del casinò. Il calendario prevede anche 3 tornei mensili, così come diversi tornei settimanali.

A luglio la casa da gioco ha stretto una partnership con Texas Hold’Em Consulting, una società francese gestita da Apo Chatnzis che nei prossimi mesi 17 organizzerà tornei di poker presso il casinò. Grazie all’accordo il casinò spera di aumentare la presenza e di attirare clientela francese. L’accordo darà al Casinò di Sanremo la possibilità di organizzare eventi con altre aziende in 4 settimane dell’anno. I cash games rimangono un’esclusiva della casa da gioco.

Ai sensi dell’accordo, il Casinò riceverà il 25% degli ingressi per i tornei con buy-in fino a 250€ e il 35% per quelli con buy-in fino a 500€. Il 10% verrà assegnato al Comune. Per di più, invece del 20%, il casinò riconoscerà a Texas Hold’Em Consulting il 10% degli incassi da poker a torneo.

A luglio, le entrate del Casinò di Sanremo hanno raggiunto 3,77 milioni di euro, in calo del 8,97% rispetto allo stese mese del 2016. Anche il numero degli ingressi è calato a 16,972 unità, in flessione del 10,9% su base annua.

Saint Vincent Resort & Casino

Dopo la sua elezione, il nuovo amministratore unico del Casinò di Saint Vincent Giulio di Matteo ha dovuto elaborare il piano di ristrutturazione del Casinò de la Vallée. Il piano prevede il rilancio economico della società entro il 2019 e un programma di riduzione dei costi.

Inoltre, come una tappa dell’implementazione del progetto, a fine luglio è stato eletto il nuovo direttore del personale della casa da gioco dott. Massimo Canepa. Più tardi, è stato annunciato che Santino Giusti sarà il nuovo general manager di Grand Hôtel Billia.

Intanto, in un’assemblea dei soci, è stato approvato il bilancio 2016. La cattiva performance della casinò e all’appostazione negativa straordinaria delle imposte a credito pari a 28 milioni di euro hanno avuto un impatto negativo sull’andamento della società che ha chiuso l’anno con una perdita di 46,6 milioni di euro. È stato reso noto anche che molto probabilmente l’azienda punterà sempre di più sulle sue strutture alberghiere per il rilancio del resort.

Parlando della situazione economica-finanziaria del casinò, va menzionato che a luglio a una seduta del Consiglio regionale, l’assessore Albert Charitan ha detto che i crediti della casa da gioco verso i clienti hanno raggiunto 8,74 milioni di euro al 31 dicembre 2016. Nel corso dell’anno 1,17 milioni si sono svalutati e al 4 luglio 2017 i crediti hanno ammontato a 7,5 milioni di euro.

Inoltre, il nuovo amministratore unico del casinò, ha dovuto affrontare un’altra situazione critica, Oltre al deficit in bilancio, è emersa la situazione con 264 dipendenti minacciati dal licenziamento collettivo. Come menzionato sopra, il piano di ristrutturazione presentato da Di Matteo ha previsto la riduzione dei costi e ha escluso i licenziamenti. Tuttavia, a luglio i dipendenti sono stati costretti a votare a un referendum che si è tenuto presso la casa da gioco. Con il proprio ‘sì’ loro hanno dato via libera alla riduzione dei loro stipendi, quale un’alternativa al licenziamento dei 264 colleghi.

Recentemente, il direttivo di SAVT/Casinò ha criticato aspramente la dirigenza del casinò, in quanto, secondo loro, al momento attuale nulla è stato fatto dal punto di vista organizzativo e per aumentare il numero degli ingressi nella casa da gioco. I sindacati hanno richiesto le azioni concrete per la ripresa del casinò.

Nonostante i problemi, a luglio i ricavi del Casinò di Saint Vincent sono stati pari a 5,1 milioni di euro, in crescita del 21,01% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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