ADM fa alcune precisazioni per quanto riguarda i dati relativi al gioco d’azzardo legale

Con riferimento alle inesattezze che a volte caratterizzano i dati relativi al gioco d’azzardo legale, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha ritenuto opportuno fare alcune precisazioni per quanto riguarda il modo in cui dovrebbero essere interpretate queste cifre. Secondo quanto riportato da AgiproNews, i chiarimenti si possono leggere in una nota dell’Amministrazione.

In primo luogo, alcuni confondono il termine ‘Raccolta’ e ‘Spesa’. Infatti, la Raccolta rappresenta l’insieme delle puntate effettuate dai giocatori per un dato periodo, mentre la Spesa è la differenza tra quanto giocato e le vincite. In altre parole l’ammontare della Spesa si riceve, sottraendo l’importo delle Vincite dalla Raccolta. Inoltre, nella nota è stato precisato che nel 2016 le vincite da gioco hanno ammontato a 77 miliardi di euro, la Raccolta è stata pari a 96 miliardi di euro, quindi la Spesa effettiva dei giocatori ha totalizzato circa 19 miliardi di euro, ossia poco meno dell’1% del PIL nazionale.

In secondo luogo, la Spesa deve essere considerata per determinare l’incidenza delle imposte, anche quando le aliquote sono relative alla Raccolta. Ad esempio, il segmento delle VLT viene tassato al 5,5% sul totale delle puntate. Se l’importo delle vincite medio è pari all’88% della raccolta, vuol dire che detratte le vincite per ogni 100€ giocati, 12€ sono soggetti alla tassazione. Un’imposta di 5,5 punti, deduce quasi la metà dell’importo tassabile, ossia il 45,8% della spesa, e il resto rimane a disposizione della filiera commerciale.

É stato riportato un altro esempio, con il settore delle slot, dove la tassazione è pari al 17,55% della Raccolta. Se la percentuale delle vincite è pari al 70%, la tassazione ammonta al 58,3% (17,5 / 30 x 100). Inoltre, la tassazione del settore del gioco di circa 10 miliardi di euro, è pari a poco più del 52% della spesa (10 / 19 x 100).

In terzo luogo, il totale dei ricavi della rete commerciale al netto delle imposte sul gioco ammonta a 9 miliardi di euro. Qui si deve fare la differenza tra profitti (utili) e ricavi. Per ottenere i profitti aziendali, si devono sottrarre i costi di gestione finanziaria e operativa dai ricavi. La tassazione diretta grava appunto sui profitti.

Ultimo, ma non meno importante, nella nota si dice che l’Agenzia ha promosso un’iniziativa di ricerca comprendente sulla cosiddetta ‘ludopatia’ in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità. I risultati dell’indagine dovrebbero essere riportati all’organismo di regolamentazione entro il corrente anno.

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